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Gestione del rischio

 

Salve a tutti.

Dopo aver parlato di psicologia-emotività, avversione alle perdite, oggi si vuole introdurre un altro argomento di valenza assoluta per quanto riguarda il trading, “La gestione del rischio”.

Se si vogliono ottenere risultati positivi, e salvaguardare il proprio capitale di trading non si può assolutamente ignorare quest’aspetto.

Prima di andare a operare sul mercato aprendo un’operazione, si deve sapere quanto si è disposti a rischiare, per quella determinata operazione, ma più importante ancora è quanto si può rischiare.

Sì, perché il rischio deve essere calcolato proporzionalmente al capitale di trading, non si possono rischiare percentuali sproporzionate, altrimenti ci si mette un attimo a bruciare il conto.

Tutto ciò significa che si deve entrare con la giusta size, specie nei mercati dove si opera in leva come il Forex.

Operando in leva, è molto semplice farsi prendere la mano e aprire operazioni ad esempio con un lotto, quando invece si dovrebbe aprire con un minilotto; un lotto nel forex equivale a 10$ americani per ogni pip di movimento, un minilotto invece equivale a 1$ americano per ogni pip di movimento, capite bene che la differenza è enorme tra i due, e quindi a cosa si va incontro.

Impariamo ad adeguare il rischio al capitale, in modo che se s’incorre in una serie di perdite consecutive (draw-down), nel momento in cui torniamo a fare profitto, riusciamo a recuperare quelle perdite senza sofferenza, ma come?

Andando a rischiare al massimo (lo consiglio vivamente) il 2% del capitale per ogni operazione.

Detto questo, entra in gioco un altro fattore, qual è? Andare a operare solamente con un rischio rendimento a favore.

In giro si sente molto dire di operare con un rischio rendimento (R:R) almeno di 1:2, per me invece è sufficiente che il R:R sia superiore a 1:1, vista l’imprevedibilità del mercato, e poi statisticamente è più difficile avere un rendimento pari al doppio del rischio, io vi consiglio di attenervi al massimo su un R:R di 1:1,50.

Facciamo un esempio di rischio al 2%, in modo che si capisca meglio ciò che ho detto:

Capitale 20.000$

Rischio 2% quindi 400$

Avendo un R:R di 1:1,50 significa che rischio 400$ per incassarne 600$

Questa situazione nel lungo periodo mi porta a far lievitare il mio conto, e nello stesso tempo a proteggere in modo adeguato il mio capitale.

 

Un 2% di rischio può sembrarti poco, ma fidati è una percentuale più che sufficiente, sia per portare degli ottimi guadagni in tasca, e sia per salvaguardare il capitale, perché, e te lo dico per esperienza, è molto, molto difficile, e in certi casi impossibile, ritornare in parità se si rischiano percentuali più alte, specialmente quando si è all’inizio. Ricordi in che spirale emotiva si finisce per recuperare le perdite? Vatti a rivedere l’articolo “Il trading e le emozioni”.

Per farti capire meglio, e farti aprire gli occhi, inserisco qui di seguito una tabella che ti mostra che performance devi ottenere solo per tornare in parità (non in guadagno) se vai a rischiare percentuali elevate nelle tue operazioni

Ora capisci l’importanza di saper gestire il rischio con percentuali adeguate al conto?

Spero di sì, segui i consigli riportati in questo articolo, ed eviterai spiacevoli sorprese,

Perché i guadagni si costruiscono un passettino alla volta.

Un saluto.

Sergio Candiloro.

 


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