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Riprendiamo a parlare di aste mobiliari, cioè delle aste dove si possono acquistare nei vari centri dell’istituto vendite giudiziarie i beni pignorati ad aziende e privati che non sono in regola con i pagamenti delle imposte, tasse, o di semplici creditori.

Io, ho svolto questo lavoro per diversi lustri, iniziando l’attività dopo esserne venuto a conoscenza nel più classico dei modi, cioè subendo un pignoramento da parte di un creditore al quale non ero riuscito a saldare una fattura.

Non entro nei termini del “è giusto, è sbagliato” partecipare a questo genere di affari, perché sono sicuro che le opinioni cambiano se si è da una parte o dall’altra. Se sei l’esecutato, è tutta una merda, se invece vai all’istituto vendite giudiziarie per fare un affare, allora è la cosa più bella del mondo.

Non è così. Molte volte è meglio farsi pignorare un bene per poi riacquistarlo all’asta, ovviamente tramite un amico, parente, o altra società, perché chi ha il debito può solamente pagarlo e non acquistare i propri beni.

Inoltre, se i beni vengono venduti all’asta, il più delle volte ti versano l’IVA perché l’hai già pagata a suo tempo e ti ritrovi a spendere molto meno rispetto ad un concorrente.

Vedi ce non è proprio brutta questa cosa di avere dei beni all’asta. Li togli dalle grinfie dei creditori egli fai fare una seconda vita, libera dai pignoramenti.

Anche partecipare all’asta per acquistare, molte volte, non è proprio un affare, perché ti puoi ritrovare a competere con persone che hanno diversi interessi rispetto ai tuoi e non sempre prendono un bene per rivenderlo. Ne sorge la difficoltà che il prezzo perde il controllo e inizia a volare.

Allora sei tu che non stai andando bene. Perché per partecipare a delle aste, impegni del tempo, fai dei chilometri in macchina, hai sempre delle spese di trasferta.

Torniamo al mio primo approccio con le aste giudiziarie, dato che stavo raccontando come ne sono venuto a conoscenza.

Siamo tantissimi anni fa rispetto ad oggi e l’unico modo per sapere quando c’erano delle aste mobiliari, o anche immobiliari, era ricevere il bollettino delle aste che non veniva ciclostilato in tutti i tribunali.

Altro modo per sapere se c’erano beni all’asta, era di andare direttamente in cancelleria del tribunale e leggere gli appositi ordini di vendita affissi in una bacheca vetrina.

C’è anche da dire che, il primo ad arrivare, in genere, strappava dalla bacheca le cose che gli interessavano e partecipava solo lui, dato che gli altri non potevano sapere.

Io, come ho detto, ho avuto la mia prima esperienza con le aste dopo un pignoramento. Non sapevo nemmeno che ci fosse l’asta di un mio bene, ma un giorno mi vidi arrivare in fabbrica una trentina di persone scalmanate per acquistare una macchina per appiccicare delle etichette su delle buste di carta. La classica macchina che ha valore solo per te che devi usarla per lavorare. Per tutti gli altri, non vale nulla.

Il mio primo istinto fu di chiudere la sbarra per non farli entrare. Fu inutile, la saltarono tutti, anche un vecchietto che avrà avuto 80 anni. Una seconda vita per lui.

Il prezzo di stima del mio macchinario era venti milioni di lire. Fu venduto a novantamila lire.

Lo ricomprai io dal nuovo proprietario per un milione di lire.

Ecco, invece di commiserarmi per la sventura, capii che quello era un settore molto proficuo e iniziai a seguire la carovana delle aste finché non diventò la mia principale attività.

Ovvio che di acqua sotto i ponti ne è passata molta. Allora le frontiere erano frontiere, internet non esisteva e molti trucchi che andavano, oggi non sono più attuali.

Sarebbe bene approfondire tutta una serie di principi sulla partecipazione a queste aste. Non oggi, ma credo sia importante.


Oggi voglio solo segnalare questa asta presso l’istituto vendite giudiziarie di Vicenza. Si fa anche online e riguarda un intero magazzino di abbigliamento, circa 13 mila pezzi. Il valore di stima è di 130 mila, (Centotrentamila), euro, mentre il prezzo di partenza è sotto i duemila euro compreso tasse e primo rilancio.

Non dico che ci riprenderai 130 mila,ma anche se vendi a stock per 30 mila, qualche scheo lo metti in tasca.

Figurati se te lo vendi a pezzi in internet…

Ok, fammi sapere se è una cosa che ti interessa approfondire che, se mi trovi in giornata, ho un sacco di dritte da darti.

Che il profitto sia con te!

Max W. Soldini

 

 


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