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La BCE giovedì ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse di riferimento e per quel che riguarda le misure non convenzionali di politica monetaria, ha confermato di voler proseguire gli acquisti netti di attività per 30 miliardi di euro al mese, fino alla fine di settembre 2018.

Le nuove informazioni a disposizione della Bce confermano “la dinamica espansiva vigorosa e generalizzata dell’economia dell’eurozona”, che nel breve periodo, secondo le proiezioni, dovrebbe crescere a un ritmo più rapido rispetto alle attese.

Queste prospettive di crescita fanno pensare che l’inflazione convergerà verso l’obiettivo del 2% nel medio termine.

“Nel contempo, le misure dell’inflazione di fondo restano contenute e devono ancora mostrare segnali convincenti di una protratta tendenza al rialzo”.

Vince’ aspetta un attimo, non mi è chiara una cosa!

Nel comunicato stampa diffuso dalla Bce, si legge che c’è in atto una espansione vigorosa – cosa che io non vedo, ah forse si parlava della Germania- e nello stesso tempo si legge di una inflazione che ancora non mostra segnali convincenti di una tendenza al rialzo!

Vincè spiegami, fammi capire!

Alla domanda del grande Giuseppe Di Vittorio, a Draghi, a proposito della crescita della zona euro, quest’ultimo risponde “candidamente”  che la Bce non tiene conto della crescita dei singoli paesi dell’Unione, ma valuta la sua crescita nel complesso.

Praticamente sta dicendo che se un paese dell’Unione cresce e l’altro no, alla Bce “glienepofregàdimeno”, l’importante che il paese che cresce porti l’inflazione, alzando la media, più vicina possibile al 2%  affinchè la Bce possa affermare di aver raggiunto il suo obiettivo di medio-lungo periodo.

E con i paesi più deboli, come la mettiamo?

Semplice. Gli si “consiglia” di fare riforme strutturali del mercato del lavoro – ovvero, svalutare i salari (e conviene farlo-altrimenti l’afflusso di immigrati non viene fermato).

Per il 2018 l’inflazione è previsto che si assesti intorno all’1,4% (e le proiezioni parlano di un tasso di inflazione pari all’ 1,7% nel 2020) mentre l’acquisto di asset da parte della Bce finirà a Settembre di quest’anno.

Come potete notare dalle proiezioni della Bce nel 2020 l’obiettivo del 2% del tasso di inflazione, non sarà ancora raggiunto.

Tutto ciò accade in Europa, quando negli States,” i salari non agricoli”, sono di gran lunga superiori alle aspettative e il tasso di disoccupazione è pari al 4,1%.

Ok Vincè grazie per la lezioncina, ma cosa pensi che accadrà in futuro?

Bhe, al contrario della stragrande maggioranza, io sono un “contrarian”-sappiatelo sin da subito- vedo un graduale indebolimento dell’Euro e un apprezzamento del Dollaro.

I mercati azionari Americani continueranno a crescere grazie ad una forte domanda interna, e i mercati azionari Europei invece continueranno a crescere perché più competitivi, grazie alla svalutazione dell’Euro.

A mio avviso è stato raggiunto il giusto compromesso anche se nell’ultimo periodo ho sentito da più voci, anche autorevoli, che Trump voleva un Dollaro debole e che i mercati azionari avrebbero subito un altro tracollo (scordatevelo per ora).

Come potete notare il Mercato (in questo momento) non sta dando ragione a queste notizie.

Vi lascio con una frase da tenere sempre a mente di un grande pensatore George Ivanovitch Gurdjieff , che diceva :

“ Ti chiedo di non credere a nulla che non puoi verificare in prima persona ”

Stay alert

 

Vincenzo Frascella


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