Negli USA c’è un settore che in questo momento è particolarmente in salute: quello manifatturiero. Come dimostrano anche i dati rilasciati la scorsa settimana da ISM c’è una crescita che dura ormai da oltre un anno ed i meriti, secondo gli analisti, sono anche del neo presidente Donald Trump.

Venerdì scorso il Bureau of Labor Statistics ci ha fornito una fotografia del settore non agricolo USA non proprio idilliaca: c’è stata una diminuzione dei Non-Farm Payrolls ben oltre le aspettative e questo, se confermato nei prossimi mesi, potrebbe far scattare qualche campanello d’allarme sullo stato di salute dell’economia americana. C’è però un settore, quello manifatturiero appunto, che sta mostrando una crescita praticamente ininterrotta da più di un anno ed i meriti, in parte, sono anche dell’amministrazione Trump.

Per prima cosa vediamo i numeri. Martedì scorso l’Institute for Supply Management ha reso noto l’indice PMI relativo appunto al settore manifatturiero che ha mostrato una crescita per il terzo mese di fila. Guardando al dato con un’ottica un po’ più ampia ci rendiamo conto che questo trend a salire va avanti (con i suoi alti ed i suoi bassi) ormai da settembre del 2016. Andando più in profondità oltre ai numeri di ISM ci sono quelli relativi all’occupazione nel settore che in questi ultimi mesi sono stati in costante crescita.

In che modo dunque la presidenza di Donald Trump ha contribuito a questi risultati? Le opinioni in merito sono piuttosto discordanti. C’è chi dice che si tratti solo di un normale ciclo economico e chi invece da il merito alla debolezza del Dollaro di questi ultimi mesi che avrebbe favorito le esportazioni. Dall’altro lato c’è invece il diretto interessato che la scorsa settimana ha affermato senza troppi giri di parole: “sotto la mia presidenza è iniziata la rinascita dell’industria americana. La fiducia nel settore manifatturiero è ai massimi storici e gli Stati Uniti sono finalmente sulla strada giusta”.

Chi ha ragione? Ovviamente una risposta precisa a questa domanda non c’è ma è innegabile che il lavoro di comunicazione di Donald Trump sia in campagna elettorale che durante i primi mesi della sua presidenza abbia avuto un certo impatto sulla vicenda. A questo aggiungiamoci la promessa di una riforma fiscale senza precedenti (che al momento è rimasta appunto una promessa): sono tutti aspetti che hanno contribuito ad aumentare la fiducia di un ramo trainante per l’economia USA.

Come spesso accade in questi casi però la verità sta nel mezzo: per ora dunque prendiamo per buono quanto ci dicono i numeri e cioè che negli Stati Uniti c’è un settore che in questo momento sta vivendo una nuova giovinezza.

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