Nessun nuovo rialzo dei tassi d’interesse da parte della FED nella tanto attesa decisione di ieri sera.

Era stato ampiamente previsto dagli analisti che il costo del Dollaro americano sarebbe rimasto invariato al valore che resiste ormai dallo scorso Dicembre (0,25-0,50%) e nelle dichiarazioni rilasciate ieri sera dalla banca centrale americana cerchiamo di capire quali sono state le motivazioni che hanno portato a questa scelta.

Partiamo da una frase molto importante pronunciata ieri durante la conferenza stampa: i rischi nel breve periodo per l’economia americana sono diminuiti. A questo aggiungiamoci che il mercato del lavoro nel mese di Giugno è cresciuto (con i Non-Farm Payrolls in crescita dopo il crollo inaspettato del mese di Maggio) e che è cresciuta anche la spesa dei consumatori: tutti sintomi di un’economia USA che continua la sua ripresa.

Allora perchè la FED non ha alzato i tassi?

A questa domanda non c’è risposta certa, la verità la conoscono solo Yellen & Co.: quello che possiamo fare è limitarci ad analizzare quanto è stato detto ieri. Una motivazione plausibile, che stride un po’ con i dati positivi di cui abbiamo appena parlato, è legata agli investimenti da parte delle aziende che sono in diminuzione rispetto alla fase finale del 2015 ed all’inizio del 2016.

Che significa che le aziende stanno investendo meno?

Vuol dire che le società americane stanno spendendo di meno per il futuro: meno soldi per nuovi impianti, meno soldi per nuovi macchinari etc… Vien da sè che questo è un indizio non positivo per il mercato del lavoro USA e questo la FED lo sa bene.

Già in passato si erano avute situazioni simili ed erano state anticipatrici di periodi poco tranquilli per l’economia degli Stati Uniti.

Questa potrebbe essere una chiave di lettura per capire la decisione della FED. L’unica che può essere basata sui numeri visto che in generale l’analisi proposta fa intuire uno sviluppo positivo per il prossimo futuro.

Il secondo, mai citato durante l’incontro di ieri, è quello relativo al Brexit. Gli effetti dell’uscita del Regno Unito dall’ Europa sono tutti da valutare: sono arrivati i primi numeri, quelli relativi all’indice PMI in una versione rilasciata appositamente per valutare i primi impatti del referendum sull’economia del Regno Unito, ed hanno parlato chiaro con un calo rispetto al dato relativo al mese di Giugno.

Questo timore, non dichiarato in maniera esplicita ma che tutti conosciamo, potrebbe essere stata la seconda causa che ha spinto la FED a comportarsi con prudenza.

A questo punto come si evolverà la situazione? Dei 4 rialzi di cui si era parlato ad inizio anno non c’è neanche l’ombra ed a questo punto in molti si interrogano se questo rialzo ci sarà oppure no. L’appuntamento è rimandato a Settembre anche se sembra più probabile a questo punto che si aspetti Dicembre quando il quadro sarà decisamente più chiaro.

Come sempre in tutto questo quadro ci sono anche le voci fuori dal coro con qualcuno che ha parlato del fatto che la FED si spingerà addirittura verso la politica dei tassi negativi quando arriverà la prossima recessione.

È un po’ troppo presto per parlarne.

Buon Trading a tutti

Il Manuale Del Trader Idiota