Anche Donald Trump, candidato repubblicano alla casa bianca nelle elezioni che si terranno il prossimo novembre, ha voluto dire la sua circa la politica dei tassi d’interesse da parte della FED. E come spesso accade con le sue dichiarazioni, la polemica non manca.

Qualche tempo fa abbiamo già parlato di Trump e del fatto che rappresenta una vera e propria incognita per i mercati finanziari (ne abbiamo discusso in questo post in occasione di uno dei confronti con il candidato democratico Hillary Clinton ) viste le riforme di tipo fiscale, economico e sull’immigrazione che il magnate americano ha sbandierato ai quattro venti durante la sua campagna elettorale.

Trump ha detto la sua anche nei confronti della FED ed in particolare del presidente Yellen. Durante un’intervista telefonica alla CNBC ha parlato della politica dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve, “tenuti bassi per troppo tempo”. Secondo Trump la FED “ha semplicemente eseguito ordini superiori, in particolare del governo USA e del presidente Obama, dimostrando al mondo che in realtà la banca centrale americana non è un ente indipendente come vuole far credere”.

Parole piuttosto pesanti ma Trump ci ha abituati a questo ed altro. Ha continuato affermando che il presidente della FED “dovrebbe vergognarsi per il suo operato” e che “la strategia di Obama è quella di mantenere i tassi d’interesse bassi in modo da mantenere i mercati finanziari ai livelli attuali – (le borse americane nelle settimane scorse hanno toccato nuovi massimi storici con tutti e tre gli indici principali, Dow Jones S&P 500 e Nasdaq) – in modo tale da lasciare la questione al suo successore”.

Nel concludere il candidato repubblicano ha affermato anche che lui “ama i tassi bassi in quanto uomo d’affari ma il problema sono i cittadini ed i loro risparmi” che vengono inevitabilmente penalizzati da questa politica.

Ancora una volta abbiamo la dimostrazione del fatto che l’impatto di Trump sui mercati finanziari – nel caso in cui venisse eletto – sarebbe un evento impossibile da decifrare.

Questa è una diatriba che va avanti da un po’, non è la prima volta che il magnate americano attacca la banca centrale: ieri ha rincarato solamente la dose.

Le risposte da parte della FED in questi mesi sono arrivate attraverso le dichiarazioni dei suoi membri e la linea di pensiero è ovviamente quella della difesa dell’operato della Federal Reserve: non c’è influenza politica nelle decisioni prese.

Pensare che l’uscita di ieri sia stata fatta appositamente per spingere la FED a rialzare i tassi già la settimana prossima ci sembra francamente eccessivo.

Una cosa invece è certa: quello che abbiamo visto mette ancora più incertezza su una situazione già poco stabile.

Buon Trading a tutti

Il Manuale Del Trader Idiota