La Banca Centrale Europea è nuovamente sotto pressione: i dati relativi all’inflazione in Germania hanno mostrato un deciso incremento nel mese di dicembre e questo ha portato lo stato tedesco a chiedere nuovamente a Mario Draghi di alleggerire gli stimoli introdotti con la sua politica monetaria.

Per la Banca Centrale Europea sembra non esserci proprio pace. Prima c’erano gli attacchi di chi si lamentava che l’economia dell’Eurozona non andava. Adesso che ci sono segnali di ripresa c’è chi vuole un alleggerimento agli stimoli monetari: nella fattispecie stiamo parlando della Germania il cui tasso d’inflazione nel mese di dicembre ha mostrato un balzo di quelli che non si vedevano dal 2013.

In generale tutta l’economia dell’Eurozona nel suo complesso è in fase di miglioramento ma in Germania le cose sembrano andare particolarmente bene. A dicembre il tasso d’inflazione è stato del +1,7% contro il +0,8% del mese di novembre. Un balzo del genere non può essere giustificato solamente con la ripresa dei prezzi del Petrolio (un aumento del costo delle fonti energetiche si riflette inevitabilmente anche su tutti i beni e servizi prodotti grazie ad esse), evidentemente l’economia tedesca è in salute.

Nulla di strano se non fosse che tutto ciò riguarda un paese che notoriamente non vede di buon grado la politica dei tassi d’interesse bassi (al momento sono al minimo storico, 0%) messa in atto dalla Banca Centrale Europea. E qual’è stata la reazione dopo il rilascio dei dati sull’inflazione che abbiamo citato sopra?

La reazione, come potevamo facilmente immaginare, è stata quella di richiedere a gran voce il rialzo dei tassi. La Bild, il giornale più letto dell’intera nazione, ha dedicato spazio all’argomento affermando che in questo modo “i cittadini tedeschi vedono perdere progressivamente valore ai loro risparmi”. La Bild non è stato l’unica ad aver dato spazio all’accaduto, il fatto è stato riportato anche su altre testate tedesche.

Il tutto come dicevamo si inserisce in un contesto in cui i conflitti, per lo stesso argomento, si erano già palesati in passato.

Ora la Germania ha i dati dalla sua ed il gioco passa in mano a Draghi ed ai suoi colleghi. La politica monetaria della BCE non può riguardare un solo paese, ci sono altri stati (come l’Italia) che non tengono il passo e questo inevitabilmente influisce sulle manovre da mettere in atto.

Il prossimo appuntamento con la politica monetaria dell’Eurozona è fissato per giovedì 19 gennaio e sarà interessante capire come reagirà la Banca Centrale Europea a questi segnali di ripresa. È stato da poco annunciato il prolungamento del Quantitative Easing (ne abbiamo parlato in questo articolo), vedremo se le pressioni che arrivano da Berlino porteranno Draghi ad intervenire sui tassi d’interesse.

Avremo modo di riparlarne.

Buon Trading a tutti

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