Gli indici americani sono una componente molto importante dell’economia e chi fa trading online in un modo o nell’altro ci entra in contatto.

Quella statunitense è un’economia chiave nel mondo ed il Dollaro è senza ombra di dubbio la valuta più importante al mondo. Per questo il loro andamento ha impatto anche sugli altri mercati e quindi anche chi è abituato a fare trading su altri sottostanti, all’apparenza non legati direttamente con gli indici americani, dovrebbe sempre buttarci un’occhiata.

Quando si parla di borsa americana si fa genericamente riferimento a Wall Street. In pochi avranno avuto la possibilità di vedere dal vivo quello che succede durante le contrattazioni, probabilmente però quasi tutti abbiamo l’immagine di un posto dove regna il caos più assoluto

 

Settimana scorsa abbiamo visto la performance del prezzo dell’Oro da inizio anno ed abbiamo analizzato la correlazione inversa che ha avuto con i mercati azionari (abbiamo preso come riferimento appunto i tre principali indici americani, il Nasdaq, il Dow Jones e lo Standard&Poor 500) ma il discorso che abbiamo fatto sull’Oro vale, seppur con dinamiche differenti, anche per altri sottostanti.

In questo articolo vogliamo vedere nel dettaglio cosa rappresentano questi indici e perchè sono così importanti.

Partiamo dal Dow Jones Industrial Average, meglio conosciuto semplicemente come Dow Jones,  che è sicuramente il più noto tra gli indici azionari americani e fa riferimento alla borsa di New York. È composto dai 30 titoli a più alta capitalizzazione  (i cosiddetti Blue Chips ed infatti spesso viene indicato come Dow Jones 30) di cui la maggior parte fanno parte del settore manufatturiero. Fu creato da Charles Dow nel 1896. Il fatto di avere al suo interno solamente 30 titoli rappresenta allo stesso tempo un vantaggio ed un limite per l’indice: vantaggio perchè entrano a farvi parte solo i titoli con più alta capitalizzazione e quindi chiave per l’economia, svantaggio perchè in questo modo rappresenta solo una fetta ristretta dell’economia americana.

È però senza dubbio il più noto tra gli indici americani.

Il secondo che andiamo a vedere è lo Standard&Poor 500, che è stato creato nella sua versione attuale da Standard&Poor nel 1957 ed è formato dalle 500 aziende a maggiore capitalizzazione degli Stati Uniti. Le aziende che vengono prese in considerazione sono quotate sul Nyse e sul Nasdaq. Rispetto al Dow Jones ed al Nasdaq viene calcolato in maniera differente per il peso che viene attribuito ai singoli titoli ma questo è un argomento tecnico e a noi qui non interessa.

Quello che ci interessa è sapere che è considerato l’indice che meglio rappresenta l’andamento del mercato azionario americano proprio in virtù dell’alto numero di titoli che contiene ed ha nel tempo superato il Dow Jones nella considerazione tra gli investitori.

Abbiamo poi il Nasdaq Composite, che è chiamato l’indice dei titoli tecnologici visto l’alto numero di aziende nel settore che è presente e contiene circa 3000 titoli. È stato lanciato per la prima volta nel 1971, è quindi il più giovane tra i tre principali ed è infatti il primo esempio di borsa completamente elettronica. Il suo valore iniziale simbolico era di 100 punti.

Il Nasdaq è famoso soprattotto per il crollo che ha avuto ad inizio secolo nella cosiddetta bolla “Dot.Com” iniziata a Marzo del 2000 che ha portato l’indice da oltre 5.000 punti al minimo del 10 Ottobre 2002 di 1.108,50 punti.

Attenzione a non fare confusione: l’indice su cui Max fa vedere le sue operazioni è invece il mini-future sull’indice Nasdaq 100 che è basato solo sulle prime 100 società del Nasdaq Composite.

Chiudiamo dando un’occhiata al Russell, indice che qui in sala trading è bandito anche solo il nome vista l’alta volatilità che caratterizza il future. Il Russell 3000 è un indice che misura la performance di 3.000 aziende pubbliche negli Stati Uniti. Quello che Max nomina spesso come l’indice da cui stare alla larga è il mini-future basato sull’indice Russell 2000 quotato sull’ICE che prende in considerazione le ultime 2.000 aziende del Russell 3000.

Chi ci ha avuto a che fare con questo derivato saprà perchè qui in sala trading, se lo nominiamo, andiamo a letto senza cena.

Buon trading a tutti.