Il calo dell’inflazione USA inizia a preoccupare la FED. Durante l’audizione alla Camera di ieri il numero uno della banca centrale americana Janet Yellen ha espresso i primi dubbi sul fatto che questa sia una situazione “transitoria” come era stata definita in precedenza.

Nel corso della giornata di ieri Janet Yellen ha messo un po’ in subbuglio i mercati. Poco prima dell’apertura di Wall Street erano arrivate le sue dichiarazioni che rassicuravano gli investitori circa il futuro dell’economia americana: la Federal Reserve andrà avanti per la strada tracciata in questi mesi ed i tassi d’interesse verranno aumentati come da programma.

Circa un paio d’ore più tardi c’è stata l’audizione alla Camera e lì i toni sono cambiati. Nell’affrontare il tema relativo al calo dell’inflazione americana il presidente della FED ha fatto trasparire una certa preoccupazione, sintomo del fatto che la situazione potrebbe non essere transitoria come previsto. In particolare c’è stato un punto che ha messo in allarme gli operatori: nell’analizzare il contesto attuale Janet Yellen ha attribuito il calo dei prezzi al settore delle telecomunicazioni ed a quello farmaceutico.

Questa affermazione è in linea con quanto dichiarato durante la conferenza stampa del 14 giugno, quella successiva all’annuncio dell’ultimo rialzo dei tassi d’interesse per il dollaro. Allora la Yellen aveva detto che il calo dell’inflazione era dovuto alla crisi di alcuni particolari settori e che quindi non c’era di che preoccuparsi.

Nel discorso di ieri invece c’è stato un cambio di condotta: il ribasso dei prezzi in questi specifici settori è causa “solo in parte” della situazione attuale, lasciando intendere che c’è dell’altro. L’economia americana in questi mesi va avanti a ritmo contrastato: da un lato c’è il mercato del lavoro che continua a crescere ad un buon ritmo con il tasso di disoccupazione che continua a diminuire (a maggio ha toccato i minimi da circa dieci anni).

Dall’altro lato però questa crescita non è supportata da un aumento adeguato dei prezzi e questo ha generato le preoccupazioni espresse ieri da Janet Yellen. Quali saranno quindi le prossime mosse della banca centrale americana?

Come spesso ripetuto in questi mesi i membri del FOMC basano le loro decisioni sui dati che arrivano dagli indicatori economici. Fino ad oggi non è mai stato fatto il passo più lungo della gamba e questa cautela molto probabilmente verrà mantenuta anche in futuro. I dati degli ultimi mesi ci dicono che l’inflazione USA ha rallentato (che non significa che i prezzi stanno diminuendo ma che non stanno aumentando come dovrebbero) ma stiamo parlando di un arco temporale troppo breve per trarre delle conclusioni definitive.

Dipenderà tutto da cosa diranno gli indicatori economici nei prossimi mesi: se l’inflazione non dovesse crescere al ritmo dovuto allora con molta probabilità assisteremo a dei cambi di programma nella politica monetaria della FED.

Buon Trading a tutti

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