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Il CEO di Uber Dara Khosrowshahi si è scagliato contro le nuove politiche dell’amministrazione Trump in tema di immigrazione. Il numero uno della società californiana è stato lui stesso un esempio della realizzazione del “sogno americano” e teme che tutto ciò possa non accadere più a causa delle limitazioni imposte dal governo.

Durante una conferenza stampa tenuta pochi giorni fa a Nuova Dehli, in India, Dara Khosrowshahi ha raccontato parte della sua storia che lo ha visto trasferisi negli USA dall’Iran all’età di nove anni ed ha preso spunto da questo per fare delle considerazioni interessanti circa l’attitudine politica del nuovo governo di Donald Trump.

Come sappiamo durante la campagna elettorale il magnate newyorkese ha fatto leva spesso e volentieri sul concetto di restituire agli USA il ruolo che gli spetta con il famoso slogan “make America great again”. Per raggiungere quest’obiettivo, oltre alla riforma fiscale già approvata ed a quella annunciata riguardo le infrastrutture (ne abbiamo parlato in maniera approfondita in questo articolo), Donald Trump ha messo in atto una serie di misure volte alla valorizzazione del patrimonio USA, inteso sia come uomini che come aziende. Di conseguenza sono state annunciate una serie di leggi che sfavoriranno l’immigrazione ed è proprio su questo aspetto che il CEO di Uber ha voluto mandare un messaggio al presidente statunitense.

“Il sogno americano è il più grande brand al mondo” ha detto Khosrowshahi, “e le nuove leggi lo stanno distruggendo”. Non è la prima volta che il numero uno dell’azienda californiana critica apertamente Donald Trump: era già successo in campagna elettorale e l’argomento era sempre lo stesso, tanto che Expedia (la società di cui allora era a capo) è stata la prima azienda statunitense a proporre un’azione legale nei confronti del nuovo governo dopo la decisione di bannare l’immigrazione da diversi paesi che in passato avevano avuto dei problemi con gli Stati Uniti.

In questo momento per Uber quello indiano è uno dei mercati più floridi, soprattutto dopo la chiusura delle operazioni in Cina nel 2016: nonostante non sia il leader nel settore (come abbiamo visto c’è un’altra azienda che è ben più avanti, ne abbiamo parlato in questo post) rappresenta comunque uno dei paesi con la maggior crescita e su cui puntare per il futuro. E lo stesso Dara Khosrowshahi non ha escluso che in futuro le due aziende, seppur rivali, non possano cooperare.

A dimostrazione del fatto che la crescita di un paese può avvenire anche grazie all’apporto di risorse che non arrivano necessariamente da suo interno.

Buon Trading a tutti


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