La borsa di Londra ed in particolare il suo indice principale, il FTSE 100, sono stati tra i protagonisti del mercato azionario in questo periodo grazie alla ripresa mostrata dopo i ribassi che sono seguiti al Brexit. Ma andando ad analizzare il tutto con una prospettiva un po’ più ampia ci accorgiamo che la situazione è diversa.

Vediamo cosa è successo in queste ultime settimane grazie all’aiuto di un grafico giornaliero

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Fonte: www.tradingview.com

C’è poco da dire, quello è un grafico in salita. Il ragionamento da fare qui è però un altro. L’indice, e le società che su di esso sono quotate, hanno i prezzi in valuta locale vale a dire la Sterlina. Stesso discorso se decidessimo di operare sul FTSE 100 su di un sottostante derivato nel mercato regolamentato ci troveremmo di fronte uno strumento finanziario la cui quotazione è in Sterline (prendiamo per esempio quello quotato sull’ICE).

Se un trader avesse aperto operazioni al rialzo sull’indice di Londra oggi starebbe facendo salti di gioia. Sì, se non è un trader americano. Spieghiamoci meglio.

Dal momento che i risultati che abbiamo visto sono legati alla Sterlina, la valuta ufficiale delle quotazioni, dobbiamo andare anche a vedere cosa succede sul mercato dei cambi. E qui scopriamo l’amara verità: la svalutazione della valuta inglese nei confronti del dollaro rende vana quella salita.

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Fonte: www.tradingview.com

Il grafico parla abbastanza chiaro.  Se valutiamo la performance del FTSE 100 da inizio anno in termini di dollari americani scopriamo che in realtà l’indice non ha guadagnato ma ha perso circa il 2%. C’è quindi poco da festeggiare per i trader la cui valuta base è il dollaro. La svalutazione della Sterlina in realtà è stata una delle cause che hanno contribuito alla salita dell’indice londinese. Come spesso ripetiamo una valuta debole favorisce gli scambi commerciali con gli altri paesi, ossia favorisce le esportazioni. Molte delle società quotate sono aziende internazionali che hanno tratto beneficio dal miglioramento dell’export ed ecco quindi spiegato il tutto.

Ma c’è di più. Sempre la svalutazione della Sterlina è alla base dei sorprendenti dati che in questi ultimi mesi vediamo arrivare dal Regno Unito. L’ultimo in ordine di tempo è l’indice PMI che ha più volte sorpreso investitori ed analisti mostrando valori ben al di là delle previsioni. Sono tutti benefici che sono legati in qualche modo alle esportazioni che aumentano.

Abbiamo fatto questo discorso per il dollaro ma può essere ampliato anche ad altre valute. Ovviamente c’è da valutare quanto la Sterlina ha perso nei confronti di quella particolare valuta, ma il discorso di base non cambia.

Non è tutto oro quello che luccica.

Ci sentiamo stasera.

Buon Trading a tutti

Il Manuale Del Trader Idiota