Il Fondo Monetario Internazionale ha rilasciato nella giornata di ieri le sue consuete prevsioni economiche a livello globale in cui ha messo in luce il fatto che con molta probabilità non ci sarà nessuna riforma fiscale negli Stati Uniti in questo anno o nel prossimo.

Le promesse fatte in campagna elettorale da Donald Trump le conosciamo tutti (proprio qualche giorno fa abbiamo parlato di uno degli effetti positivi della sua presidenza sull’economia USA, puoi trovare l’articolo a questo link) e parlavano di una “riforma fiscale di portata storica”. Riforma che sta richiedendo più tempo del previsto e nonostante lo scorso mese ne sia stata presentata una bozza preliminare, siamo ancora ben lontani dal poter mantenere le promesse.

Allo stesso modo sembra pensarla il Fondo Monetario Internazionale che ieri ha rilasciato le sue consuete previsioni sull’andamento globale dell’economia e, parlando degli Stati Uniti ha detto che non ci sarà nessuno stravolgimento fiscale nè in questo e nè nel prossimo anno. Il motivo di questa valutazione risiede nell’incertezza sul futuro economico del paese come dimostrano anche gli ultimi Non-Farm Payrolls di venerdì scorso che hanno mostrato una diminuzione dei posti di lavoro nel settore non agricolo.

Secondo le stime del FMI l’economia USA crescerà del 2,3% nel 2017 e del 2,5% nel 2018, previsioni che sono leggermente peggiori di quelle fornite ad aprile (ma migliori di quelle di luglio). Nonostante l’amministrazione Trump sia a buon punto nella stesura della riforma, c’è un ulteriore scoglio da superare: trovare una formula che metta tutti d’accordo e sappiamo bene che quando si parla di politica l’esito è tutt’altro che scontato.

Guardando con un’ottica un po’ più ampia alle stime del Fondo Monetario Internazionale si parla di una crescita a livello globale del +3,6% nel 2017 che aumenterà al 3,7% il prossimo anno. In tutto questo i paesi che hanno visto le proprie previsioni riviste al rialzo più degli altri sono stati il Canada, la Russia ed il Messico. In particolare per i primi due un fattore chiave verrà svolto dalla stabilità dei prezzi del Petrolio (obiettivo numero uno dell’Opec come abbiamo visto anche ieri in questo articolo).

Quelle rilasciate ieri dal Fondo Monetario Internazionale sono dichiarazioni che non lasciano molto spazio all’immaginazione e chissà come sono state prese dal diretto interessato. Per il momento Donald Trump non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali ma c’è da scommettere che sono parole che non passeranno inosservate. Ma si sà, quando si cerca di portare un cambiamento importante la strada non è mai facile e se il presidente USA riuscirà o meno nel suo intento lo scopriremo solo nei prossimi mesi.

Buon Trading a tutti

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