Ieri pomeriggio c’è stato l’intervento del presidente FED Janet Yellen a Cleveland ed il numero uno della banca centrale americana è andata nel dettaglio della situazione dell’economia USA ammettendo che forse lei ed i suoi colleghi si sono sbagliati circa le stime future sull’inflazione.

Una Janet Yellen a tutto campo ieri ha disegnato un quadro dell’economia americana che ha un po’ sorpreso gli addetti ai lavori. Nulla di tragico, sia ben chiaro, ma l’ammissione che forse lei e gli altri membri del FOMC sono stati un po’ troppo ottimisti nelle loro previsioni sull’inflazione ha acceso un campanello d’allarme tra gli operatori di mercato. Vediamo nel dettaglio quanto detto dal presidente della banca centrale americana ieri pomeriggio.

Come ripetuto più volte in questi ultimi mesi la FED sta seguendo una strada di graduale diminuzione degli stimoli monetari che è iniziata a dicembre del 2015 con il primo rialzo dei tassi d’interesse dopo sette anni al quale ne sono seguiti altri tre tra la fine dello scorso anno e questo in corso. Secondo le previsioni, confermate anche dai mercati che hanno aumentato la probabilità di un aumento nel costo del denaro USA dal 63 al 70% a dicembre, la Federal Reserve dovrebbe proseguire su questa strada ed operare un nuovo rialzo entro la fine di quest’anno.

Dopo l’annuncio della riduzione del proprio bilancio (ne abbiamo parlato anche noi qui su Amica Borsa, puoi trovare l’articolo a questo link) ecco una nuova conferma sul fatto che la strada da seguire è questa. Anzi, a dirla tutta Janet Yellen ha anche detto che la banca centrale americana non deve essere troppo cauta nel ridurre gli stimoli monetari nonostante gli obiettivi sull’inflazione non sono stati raggiunti in questi ultimi mesi.

Proprio il tema dell’inflazione è stato uno dei punti centrali del discorso di ieri pomeriggio: a tal proposito il numero uno della FED ha ammesso che lei ed i suoi colleghi potrebbero essersi sbagliati circa le previsioni fatte nei mesi passati. Le cause del mancato raggiungimento del target del 2% sarebbero legate ad un mercato del lavoro che forse è stato sopravvalutato dai membri del FOMC e quindi in futuro le decisioni dovranno essere suffragate dai numeri che arrivano dall’economia reale.

A tal proposito non dobbiamo dimenticarci che tra il mese prossimo e la fine del prossimo anno ci saranno dei cambiamenti significativi ai vertici della Federal Reserve: finiranno il loro mandato sia il vice governatore Fischer che la stessa Janet Yellen quindi sarà necessario adottare una politica che sia il più possibile in linea con lo stato reale dell’economia USA e questo potranno dirlo soltanto i dati macroeconomici che arriveranno nei mesi a venire, a partire da quelli relativi al mercato del lavoro di settembre di settimana prossima.

Buon Trading a tutti

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