Stanotte c’è stata la conferenza stampa della Bank of Japan in cui è stata confermata, come ampiamente previsto dal mercato, la politica dei tassi d’interesse negativi che resiste ormai dallo scorso gennaio. La nota positiva è però arrivata dalle prospettive dell’economia in Giappone che sono state riviste al rialzo.

I tassi d’interesse sono rimasti negativi: il valore attuale, -0,10%, risale allo scorso gennaio. In pratica la banca centrale giapponese paga chi prende in prestito il denaro da lei: è una delle manovre “estreme” che utilizzano gli istituti centrali quando c’è da risollevare le sorti di un’economia che non va. E l’economia in Giappone non può certo essere considerata florida: buona parte di quest’anno ha vissuto con l’incubo della deflazione salvo poi tornare in positivo nel mese di ottobre (+0,1%, il dato di novembre sarà disponibile tra qualche giorno).

Questo scenario ha portato, nei mesi scorsi, la Bank of Japan a rivedere la sua politica monetaria spostando il suo focus non più sull’inflazione (il cui target dichiarato rimane sempre al 2%) ma sul mantenere la curva di rendimento dei titoli di stato a 10 anni vicina allo zero. Dopo mesi di buio finalmente sembra esserci uno spiraglio di luce: per stessa ammissione del governatore Kuroda “l’economia giapponese continua il suo moderato trend di ripresa” (parole che abbiamo già sentito più volte da Draghi a proposito della situazione dell’economia nell’Eurozona).

A questo lento miglioramento ha contribuito sicuramente l’indebolimento che ha colpito lo Yen in queste ultime settimane: la valuta nipponica era stata una delle maggiori protagoniste dopo il Brexit mettendo ancor più in difficoltà la già precaria situazione in Giappone. La valuta forte limita, tra le altre cose, le esportazioni e questo non può che avere un impatto negativo sul paese.

Nelle ultime settimane come dicevamo la situazione è decisamente cambiata e l’indebolimento dello Yen, secondo Kuroda, può dare una mano alla ripresa dei consumi grazie al miglioramento delle esportazioni. Allo stato attuale questa svalutazione non rappresenta ancora un problema, la BOJ terrà comunque sott’occhio l’evolversi della situazione.

Siamo ancora lontani dall’allentare gli stimoli economici (il “pacchetto” della Bank of Japan è tra i più aggressivi tra le banche centrali delle principali economie del mondo) ma ci sono dei segnali di miglioramento e questo è senza dubbio un buon segno.

Sul futuro peserà sicuramente anche il fattore Dollaro: occorrerà vedere quali saranno gli effetti a lungo termine del rialzo dei tassi operato dalla FED la scorsa settimana ed in che modo questi andranno ad incidere di riflesso sull’economia giapponese.

Avremo tempo e modo di parlarne.

Buon Trading a tutti

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