In questo appuntamento con il Trading in Parole Ricche vediamo le Vendite al Dettaglio, un altro degli indicatori che vengono utilizzati per valutare lo stato di salute delle varie economie del mondo.

Le vendite al dettaglio sono quelle che vengono effettuate nei confronti del consumatore finale e si contrappongono alle vendite all’ingrosso. Chi è che effettua queste vendite?

I negozi che comprano da un rivenditore all’ingrosso un grande quantitativo di merce e la rivendono, pezzo per pezzo, a chi quei beni li utilizzerà o li consumerà. Ancora una volta in un indicatore economico siamo coinvolti in prima persona noi cittadini.

A queste dobbiamo aggiungere le vendite che avvengono via catalogo, quelle attraverso i distributori automatici e quelle che non avvengono direttamente all’interno dei negozi.

I dati su queste vendite al dettaglio vengono raccolti attraverso un certo numero di aziende campione e messi sotto forma di un numero percentuale che indica la variazione rispetto all’intervallo di tempo che è stato preso come riferimento. In genere questo intervallo di tempo è mensile ed il dato (come avviene per esempio per gli USA) viene rilasciato un paio di settimane dopo la chiusura del mese di riferimento (per capirci domani verranno rilasciati negli USA i dati che si riferiscono al mese di Marzo).

Uno dei motivi per cui l’indice è molto considerato dagli investitori è proprio dato dal fatto che sono dati “freschi”, cioè si riferiscono ad un periodo non troppo lontano nel tempo.

Quali sono i settori che vengono presi in considerazione? Praticamente tutti, da quello alimentare a quello dei casalinghi, passando per quello dell’ abbigliamento fino a quello delle auto. Proprio il settore automobilistico viene a volte escluso perchè reo di dare una visione distorta del mercato visto che i suoi prezzi sono in genere più alti di quelli degli altri beni considerati (in questo caso si ha la versione “Core” delle vendite al dettaglio, cioè lo stesso dato escluso il settore automobilistico).

I beni sono sia quelli durevoli (che per definizione hanno una durata media di vita superiore a tre anni) e sia quelli non durevoli (durata media di vita inferiore ai tre anni).

Qual’è l’impatto che questo dato ha sui mercati? È presto detto.

Se i consumatori spendono, le aziende incassano. E se le aziende incassano pagano le tasse allo stato che è felice di risquoterle. Il primo indicatore a trarne beneficio è sicuramente il Prodotto Interno Lordo del paese ma non solo. Molte delle aziende che sono prese a campione sono aziende importanti che sono anche quotate in borsa: il dato ha anche un impatto diretto sulla quotazione dei singoli titoli.

Un altro utilizzo che viene fatto di questi report è quello di stabilire se ci sono o meno delle stagionalità (cioè delle ripetitività) nelle abitudini di spesa dei consumatori, sia in generale che nei settori specifici.

Bene amici anche per questo appuntamento con il Trading in Parole Ricche è tutto: abbiamo messo un altro tassello alla nostra conoscenza in ambito economico-finanziario.

Buon trading a tutti

Il Manuale Del Trader Idiota