L’Europa è in ripresa ma la fine della crisi non è ancora arrivata. Questo il concetto ribadito ancora una volta ieri da Mario Draghi durante il suo discorso di fronte alla commissione per gli affari economici dell’UE in cui il numero uno della BCE ha espresso anche qualche preoccupazione per le nuove politiche sul commercio da parte degli Stati Uniti.

Mario Draghi continua a ribadire un concetto che sentiamo ormai da mesi: l’enorme lavoro di stimolo all’economia messo in campo dalla Banca Centrale Europea in questi anni sta portando i suoi frutti ma non è ancora arrivato il momento di cantare vittoria. Sono ormai diversi mesi che il mondo economico si aspetta di avere indicazioni circa l’allentamento di questi stimoli ma per il momento Draghi ha sempre rispedito le domande al mittente.

L’audizione di ieri di fronte al comitato per gli affari economici dell’Unione Europea è stata l’ennesima occasione per confermare da un lato la ripresa economica in Europa, dall’altro è stata l’opportunità per predicare calma e pazienza, soprattutto a quei paesi che chiedono con insistenza un rialzo dei tassi d’interesse (come per esempio la Germania, ne abbiamo parlato in questo articolo).

Fino a qui non c’è nulla di nuovo che non avessimo già sentito nelle settimane passate. Lo spunto di riflessione più importante arriva semmai da una considerazione che Mario Draghi ha fatto circa le nuove politiche protezionistiche degli Stati Uniti, definite come “fonte di preoccupazione”.

Le parole di Draghi seguono a poche ore di distanza quelle del cancelliere tedesco Angela Merkel che aveva espresso lo stesso concetto durante il meeting del G7 di Taormina. L’obiettivo di queste nuove politiche del governo Trump è quello di favorire la produzione ed il consumo interni, sfavorendo quindi le importazioni da paesi esteri. In un mondo sempre più globalizzato questo rischia di rappresentare un deciso passo indietro rispetto agli ultimi anni ed i vantaggi per l’economia americana sarebbero tutti da vedere.

“Negli ultimi 15-20 il commercio libero e la globalizzazione hanno prodotto benefici immensi” ha detto Mario Draghi e per l’Europa la difficoltà ad esportare beni negli Stati Uniti rappresenterebbe senza dubbio un problema in più.

La prossima riunione della Banca Centrale Europea è prevista per giovedì 8 giugno ed in tanti sperano di avere indicazioni sulle prossime mosse in ambito di politica monetaria da parte della BCE. Mario Draghi a tal proposito è stato piuttosto chiaro e cambiamenti all’orizzonte per il momento non se ne vedono.

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