L’Opec, il più grande cartello di produttori di Petrolio al mondo, ha dichiarato di essere pronto a mettere in campo “misure straordinarie” per stabilizzare il mercato del greggio. Non sono state fornite indicazioni su ciò che verrà concretamente fatto ma si parla di un’estensione dei tagli di produzione anche al prossimo anno.

Negli ultimi dodici mesi il Petrolio si è mosso in un range abbastanza delineato: guardando il grafico del WTI ci rendiamo conto che il prezzo è oscillato tra i 42 ed i 55 $ al barile senza prendere mai la direzione sperata dall’Opec. È vero che rispetto ai valori del febbraio 2016 la quotazione del greggio è raddoppiata (facciamo riferimento al minimo di 26,05 $ al barile fatto registrare all’inizio dello scorso anno) ma è vero allo stesso tempo che gli sforzi messi in campo in questi mesi non stanno producendo i risultati sperati. Le parole del segretario generale del cartello Mohammad Barkindo parlano chiaro: “sul mercato c’è ancora un eccesso di offerta”.

Secondo Barkindo Arabia Saudita e Russia si stanno consultando insieme ad altri paesi produttori (sia interni che esterni all’Opec) per estendere i tagli di produzione anche oltre il termine previsto che al momento è marzo del 2018. Non sono stati forniti ulteriori dettagli su queste “misure straordinarie” e tutto è stato rimandato al meeting di Vienna che si terrà alla fine di novembre.

Proviamo comunque a fare delle ipotesi. La strada più semplice da percorrere sembra essere quella dell’estensione dell’accordo raggiunto lo scorso anno anche a tutto il 2018. A sostegno di questa tesi ci sono le parole del presidente russo Vladimir Putin che ha aperto alla possibilità per la Russia di mantenere l’attuale livello di produzione anche per il prossimo anno.

Una seconda ipotesi vedrebbe un intervento ancora più massiccio e cioè un’ulteriore taglio nell’output giornaliero di tutti i principali paesi produttori: opzione che non è stata menzionata dai diretti interessati ma che potrebbe essere presa in considerazione nel caso in cui le attuali misure non dovessero portare i risultati sperati.

Il prossimo appuntamento cruciale è dunque quello del meeting di Vienna del 30 novembre (è stata esclusa la necessità di un incontro straordinario prima di quella data): secondo il ministro dell’energia saudita Suhail Al Mazrouei ci sono buone probabilità che si possa giungere a qualche forma di accordo che possa aiutare a riequilibrare il mercato nel 2018.

Appuntamento a stasera.

Buon Trading a tutti

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