L’incontro di ieri dell’Opec si è concluso con l’accordo per mantenere gli attuali livelli di produzione anche al prossimo anno. In tanti avevano previsto delle difficoltà per questo prolungamento ma alla fine il buon senso ha prevalso: continuare a sostenere il prezzo del Petrolio è la strada migliore da seguire ed è quello che verrà fatto anche nel 2018.

Quando abbiamo parlato del meeting Opec qualche giorno fa (puoi trovare l’articolo a questo link) abbiamo messo in luce tutti i dubbi che gli analisti in giro per il mondo nutrivano nei confronti del prolungamento dei tagli di produzione di Petrolio a tutto il 2018. Soprattutto la posizione della Russia destava più di qualche perplessità ma come vedremo tra poco tutto si è risolto nel migliore dei modi.

Partiamo dall’accordo in sè: gli attuali livelli di produzione (1,8 milioni di barili al giorno) verranno mantenuti fino alla fine del prossimo anno. In questo modo l’eccesso di offerta che ha portato ai ribassi che hanno caratterizzato il biennio 2014-2016 verrà progressivamente ridotto (cosa che è già stata fatta in questi mesi da quando l’Opec ha deciso di mettere un tetto alla produzione massima giornaliera) fino ad essere riportato a livelli accettabili.

La mossa come sappiamo ha già portato dei risultati: da quando l’Opec ha annunciato il taglio il prezzo del greggio è salito di circa 20 $ al barile e la quotazione attuale (tra i 58 ed i 59 $ al barile nel momento in cui scriviamo) è la riprova del fatto che l’obiettivo è stato in parte raggiunto. Perchè dunque smantellare una strategia che si è dimostrata essere efficace?

Quando ci sono di mezzo interessi enormi come nel caso del Petrolio sono tantissime le variabili che entrano in gioco e per questo motivo l’accordo raggiunto ieri era tutt’altro che scontato. La cosa che però ha impressionato gli addetti ai lavori è stata l’unanimità con cui i paesi produttori si sono mostrati al mondo: un’unità di intenti che difficilmente si era vista in passato e che è dimostrata anche dalla presenza nell’accordo della Nigeria e della Libia, due paesi che inizialmente erano stati esentati dai tagli di produzione in quanto stavano passando un momento economico non facile.

I mercati ieri non sono stati impressionati dalla notizia che era già stata ampiamente scontata nelle settimane scorse nonostante lo scetticismo degli analisti. Oggi invece la musica sembra essere cambiata e sia WTI che Brent sono in guadagno.

Se ieri sono state gettate le base per la definitiva ripresa del Petrolio oppure no lo scopriremo solamente nei prossimi mesi vedendo cosa farà il prezzo del greggio.

Buon Trading a tutti

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