L’economia britannica ha risposto decisamente bene al Brexit. Sono passati diversi mesi ormai e gli indicatori economici ci danno continuamente conferma di questo fatto. Fatto che rischia di essere un’arma a doppio taglio visto il livello di indebitamento raggiunto dai cittadini britannici che potrebbe creare problemi in futuro.

Il Brexit è un evento senza precedenti e la curiosità circa la reazione dell’economia nel Regno Unito era tanta. Non sono mancati i catastrofisti (quelli non mancano mai e stavolta erano in tanti a dir la verità) che parlavano dell’inizio di un periodo molto difficile per tutta la Gran Bretagna ma ad oggi la situazione è tutt’altro che negativa. L’ultima conferma l’abbiamo avuta la scorsa settimana con il rilascio dell’indice PMI che ha fatto registrare una crescita oltre le previsioni nel settore manifatturiero, in quello delle costruzioni e per finire anche in quello dei servizi.

Paradossalmente proprio questo stato di salute potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio. Spieghiamoci meglio.

Stando agli ultimi dati il livello di indebitamento dei cittadini britannici è a livelli decisamente alti, più alti anche dei loro corrispondenti americani ed europei. La situazione è buona, è quasi normale una cosa del genere.

È normale ma bisogna tener conto di un fattore molto importante. A seguito del Brexit la Bank of England ha tagliato i tassi d’interesse (era l’inizio di Agosto, ne abbiamo parlato in questo post) e come ben sappiamo questa è una mossa che viene messa in campo per favorire la ripresa dei consumi (o come in questo caso prevenire un’eventuale crisi). Se il costo del denaro è più basso, il costo dei prestiti per i cittadini è anch’esso più basso.

Nel momento in cui la Bank of England deciderà di allentare gli stimoli monetari (e le pressioni interne, in tal senso, non mancano) ed il costo del denaro aumenterà, il livello di indebitamento rischia di giocare un brutto scherzo all’economia britannica.

Il paradosso a cui siamo di fronte è quindi questo: l’economia va bene, i cittadini spendono (a costo di indebitarsi), la banca centrale allenta gli stimoli monetari (tradotto in parole semplici, alza i tassi d’interesse) e mette in difficoltà i consumatori stessi.

Certo, non è un pericolo imminente, ma è senza dubbio un aspetto di cui bisognerà tener conto in futuro. Le minacce non arrivano solo dall’esterno (come Parigi che vuole diventare la nuova capitale finanziaria europea), ci sono anche quelle interne (vedi il caso della Scozia che abbiamo discusso in questo articolo) e quelle a cui pochi pensano come l’argomento che abbiamo discusso nel post di oggi.

Ci sentiamo stasera.

Buon Trading a tutti

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