Il 2018 è appena iniziato e tra poco inizieranno ad arrivare i primi appuntamenti dell’anno con le banche centrali e con la politica monetaria. Vediamo insieme nel dettaglio cosa ci aspetta nei prossimi dodici mesi e quale potrebbe essere l’impatto sui mercati finanziari.

La protagonista del 2017 è stata senza dubbio la banca centrale americana, la Federal Reserve: Janet Yellen e colleghi hanno rispettato le previsioni fatte alla fine del 2016 ed hanno operato tre rialzi sui tassi d’interesse per il Dollaro, l’ultimo proprio a dicembre. Anche per l’anno in corso la storia dovrebbe ripetersi: sono previsti altri tre rialzi ma nel caso della banca centrale USA ci sono due variabili aggiuntive da tenere in considerazione.

La prima, che se vogliamo è quella che preoccupa di meno, è il cambio di guida con il testimone che passa da Janet Yellen a Jerome Powell (ne abbiamo parlato in maniera approfondita in questo post). Secondo quanto dichiarato dal futuro numero uno della FED non ci dovrebbero essere cambiamenti di rotta rispetto alla linea seguita in questi ultimi mesi (a meno ovviamente di cambiamenti nell’economia americana).

La seconda è la riforma fiscale di Donald Trump: come abbiamo avuto modo di vedere anche in questo articolo la Federal Reserve ha dei timori circa i reali benefici che la nuova legge apporterà all’economia USA e se le cose non dovessero andare come previsto dal governo c’è il serio rischio che la FED debba intervenire e cambiare i suoi piani. Da questo punto di vista il 2018 sarà un anno piuttosto critico.

Passiamo alla Banca Centrale Europea che se vogliamo sta seguendo, in maniera molto più cauta, i passi della collega americana. Mario Draghi non ha ancora annunciato quando ci sarà un rialzo dei tassi d’interesse ma già da questo mese è stato ridotto il Quantitative Easing: un piccolo segnale che le cose stanno migliorando ma per quanto riguarda i tassi la BCE preferisce non sbilanciarsi vista la situazione ancora delicata dell’economia nell’Eurozona. Secondo gli analisti non c’è da aspettarsi grossi scossoni, almeno per l’anno in corso.

Quella che si trova nella situazione peggiore di tutte è senza dubbio la Bank of England: sull’economia britannica, nonostante il rialzo dei tassi d’interesse dello scorso anno, pesa tantissimo l’incertezza sul Brexit e questo non permette a Mark Carney ed ai suoi colleghi di fare previsioni troppo a lungo termine. Molto dipenderà dall’andamento dei negoziati e anche se l’economia inglese non se la passa male (come dimostra l’inflazione vicina al 3%), con il Brexit la posta in gioco è talmente alta che la cautela è assolutamente d’obbligo.

Dalla panoramica che abbiamo visto non dovrebbero esserci grosse sorprese nella politica monetaria mondiale: è vero che la crisi è alle spalle ma in queste circostanze la cautela non è mai troppa.

Buon Trading a tutti

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