I possibili conflitti d’interesse del neo presidente USA Donald Trump con la sua attività di imprenditore sono cosa nota a tutti ed in molti considerano la sua nuova veste incompatibile con quella che lo ha reso famoso, vale a dire quella di imprenditore.

Abbiamo dedicato un approfondimento a questo argomento proprio nelle settimane successive alla notizia dell’elezione ufficiale di Trump a presidente degli Stati Uniti (puoi leggere l’articolo a questo link) ma ovviamente non siamo stati i soli dal momento che l’argomento viene dibattuto in tutto il mondo. La notizia di questi giorni è che quelli che noi abbiamo definito “possibili” conflitti d’interesse hanno in realtà già portato i primi effetti.

La Trump Organization ha infatti cancellato dei contratti per delle attività in paesi che possono creare un conflitto d’interessi all’attuale presidente. Come abbiamo già detto anche altre volte parte dell’attività imprenditoriale di Donald Trump si svolge attraverso il licensing, vale a dire rilasciando il permesso di utilizzare il nome dell’organizzazione in cambio ovviamente di una fee. È una tipologia di business che è stata adottata in maniera massiccia a seguito della crisi del 2007/2008 e che viene utilizzata soprattutto per progetti fuori dagli Stati Uniti.

I contratti di cui parlavamo poco fa prevedevano l’affissione del marchio Trump in paesi come il Brasile, l’Azerbaijan e la Georgia. E la motivazione è abbastanza semplice: sono business che per un motivo o per l’altro possono creare problemi al neo presidente. Il caso dell’Azerbaijan è quello forse più esemplificativo della situazione: la società costruttrice partner della Trump Organization nella costruzione dell’opera ha dei legami con il governo del paese.

Vien da sè che una cosa del genere, nel momento in cui ci dovessero essere degli scambi commerciali o dei problemi tra gli Stati Uniti e l’Azerbaijan, renderebbe Trump attaccabile praticamente da ogni angolo. Non è una cosa semplice da controllare e la posta in gioco è decisamente troppo alta.

Ora, i business di cui stiamo parlando non sono tra i più redditizi dell’organizzazione e la mossa potrebbe essere stata di carattere commerciale. I dubbi che non sia così però ci sono.

Diversi opinionisti hanno espresso la loro idea secondo cui l’unico modo che il nuovo inquilino della Casa Bianca ha di uscire “indenne” da questa storia è quello di abbandonare il suo ruolo di imprenditore e dedicarsi a tempo pieno a quello di presidente. Lo stesso Trump ha annunciato più volte delle manovre in tal senso ma ad oggi non è stata ancora fatta nessuna mossa.

Per darvi un’idea si quanto grande è la posta in ballo basta pensare che tra i suoi partner commerciali Trump ha anche gli Emirati Arabi Uniti, stato confinante con l’Arabia Saudita che è il più grande produttore di Petrolio al mondo. Gli interessi in gioco sono altissimi.

Nei prossimi giorni sono attese delle risposte da parte di Trump: l’avvio ufficiale della sua presidenza si avvicina e questo è un argomento che non può essere rimandato.

Ci sentiamo stasera.

Buon Trading a tutti

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