Parlando di tassi d’interesse e di inflazione abbiamo ormai capito che le Banche Centrali hanno la possibilità di “stampare” denaro dal nulla. Denaro che viene poi immesso nel sistema grazie al Quantitative Easing.

 

Cerchiamo di capire in parole ricche di cosa si tratta.

Facciamo una breve premessa: il Quantitative Easing è un argomento che fa fare a cazzotti tra di loro gli economisti. È un tema dibattuto, e ad oggi ancora non sappiamo se effettivamente funziona oppure no. Per capirlo possiamo far riferimento solo alla storia.

Partiamo però dal principio: come dovremmo aver capito ormai le Banche Centrali possono stampare denaro senza avere alle spalle un corrispondente attivo, come per esempio l’Oro. Il denaro viene creato dal nulla. Bene, ma come viene immesso poi questo denaro nel sistema monetario? Chi ne beneficia?

Questi soldi, una volta creati devono arrivare all’economia reale e cioè a cittadini ed aziende. Succede quindi che la banca centrale va dalle banche commerciali di un paese e acquista da loro titoli: azioni, crediti, crediti deteriorati (i cosiddetti titoli tossici) ed altri e come ogni acquirente paga il conto. Ecco che con un clic su qualche computer (perchè i soldi spesso non vengono stampati fisicamente ma trasferiti attraverso operazioni elettroniche) la banca che ha venduto si ritrova in bilancio dei soldi. Dal nulla.

Il Quantitative Easing nelle intenzioni della Banca Centrale che lo mette in atto, serve a rendere disponibili questi soldi per aziende e cittadini che possono prenderlo a prestito, oltre a risanare i problemi di bilancio delle banche stesse. Questo in linea teorica.

Perchè in pratica spesso succede che una banca deve decidere tra l’investire quel denaro (ricordatevi che quando noi prendiamo dei soldi a prestito diventiamo per la banca un investimento) in un’operazione considerata rischiosa (chi glielo dice che quei soldi verranno restituiti?) o in altre operazioni a rendimento più basso ma più sicure come per esempio l’acquisto di Titoli di Stato o il deposito nella Banca Centrale stessa.

Spesso, specie in periodi difficili per il sistema bancario come questo, la scelta ricade sulla seconda opzione. Tanto è vero che la BCE ha preso anche delle misure a riguardo, offrendo dei tassi di deposito negativi e vincolando la disponibilità di tassi bassi solo se i soldi fossero arrivati a famiglie ed aziende (con i T-LTRO).

Questo è il primo aspetto del Quantitative Easing.

Il secondo riguarda direttamente i governi, perchè la Banca Centrale acquista titoli di stato dei paesi che hanno bisogno di liquidità. E dal momento che i titoli di stato rappresentano il costo che uno Stato deve pagare per finanziarsi, più è alto il tasso d’interesse garantito e maggiori difficoltà avrà il Paese a ripagare il debito.

Con l’intervento della banca centrale direttamente su questi titoli c’è un aumento della domanda e una conseguente diminuzione dei tassi d’interesse (sul mercato obbligazionario faremo degli approfondimenti dedicati).

Ecco quindi il secondo aspetto del Quantitative Easing.

L’idea di base è comunque quella secondo cui il miglior modo per aiutare un sistema economico in difficoltà è quello di fornigli liquidità, specie in periodi di bassa inflazione o di deflazione. Perchè come abbiamo detto l’obiettivo dichiarato delle banche centrali è quello di tenere linflazione intorno al 2-3%.

Il QE è un sistema che viene utilizzato dalle principali Banche Centrali del mondo: la Bank of Japan ha iniziato verso la fine degli anni Novanta, la FED è arrivata al terzo step (QE3) e c’è già chi prevede il quarto, la BCE ha iniziato da meno tempo ma il mese scorso ha annunciato di voler aumentare il tetto mensile di titoli acquistati.

È una pratica piuttosto diffusa.

E gli effetti? In linea teorica come abbiamo detto una maggiore liquidità dovrebbe dare un sostentamento all’economia e far ripartire i prezzi. In pratica c’è un aspetto molto importante da considerare: ogni volta che vengono messi in circolo nuovi soldi, quelli già presenti diminuiscono il loro valore. C’è quindi un’automatica perdita del potere d’acquisto.

Se il Quantitative Easing funziona o no è, come abbiamo detto, oggetto di dibattito tra gli analisti. Come sempre saranno i fatti a parlare. Per ora, Giappone ed Europa hanno dovuto rafforzare questa politica perchè gli effetti non sono quelli sperati. Gli Stati Uniti per contro, hanno da poco rialzato i tassi, sintomo di un’economia in lenta ripresa.

Se sia un fuoco di paglia o se la manovra sta effettivamente funzionando lo scopriremo solo con il tempo.

Buon Trading a tutti

Il Manuale Del Trader Idiota