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S&P500 il RE degli Indici

Un anno fa quotava quasi il 15% in meno di adesso, “indovina e ti é fatt ricch” diceva mio nonno!

Sua Maestà l’ S&P500 aveva già mostrato negli anni passati, quelli post crisi, di essere un ottimo investimento, semplice ma efficacissimo, ma in quest’ultimo anno ha davvero mostrato una forza sorprendente.

Ormai è noto a tutti che la borsa USA è quella che comanda a livello mondiale e rappresenta un punto di riferimento importante per tutti gli operatori del settore e gli investitori.

Gli investitori che hanno puntato i loro soldi sull’indice americano hanno realizzato un bel guadagno, sia che abbiano investito nelle aziende del paniere più importante del mondo ( Il 77% delle aziende quotate sul listino SP500 ha battuto le previsioni degli utili), sia direttamente sul future del S&P500.

A marzo 2017 il miniS&P500, il future dell’indice S&P500 quotava 2.359 punti mentre a gennaio 2018 ha toccato i 2.825 punti.

Questo significa che semplicemente acquistando un solo contratto di future miniS&P500 a marzo dello scorso anno, avremmo realizzato un utile di 466 punti!

Ogni punto vale 50 dollari a contratto quindi i conti sono presto fatti

50x466=23.300$

E intanto le stime sugli utili delle aziende facenti parte del paniere continuano a salire.

Il 10 Marzo 2018 Brian Gilmartin pubblica sul blog Fundamentalis di Trinity Asset Managment (http://fundamentalis.com/?p=7600) una stima per il 2018 e i numeri sono da capogiro.

Ora, è certo che gli elementi che condizionano il trend delle borse sono molteplici, a partire dalla forte influenza negli ultimi anni delle politiche delle banche centrali, il fattore geopolitico, il prezzo delle materie prime, l’andamento dell’inflazione, ma c’è sempre una cosa che comanda in borsa, e sono gli utili.

Se le società fanno utili arrivano gli investitori, arriva denaro fresco e i prezzi salgono! Non si scappa da questa realtà.

Bene, allora ho deciso, adesso compro un Future miniS&P500 e lo tengo un anno intero!

Poi peró leggo il monito di Deutsche AM che, anche a seguito della riforma fiscale voluta da Trump, preferisce le azioni di Europa e mercati emerging: “Seppur continuiamo a prevedere una crescita degli utili nel 2018 e ad avere una view costruttiva sulle azioni statunitensi, presumiamo che l’indice S&P 500 possa già aver superato il picco massimo di P/E nell’attuale ciclo economico”.

Ecco, come al solito sono arrivato troppo tardi e la festa è già finita!

Mi tocca rimettermi sul grafico tutti i giorni e grattare qualcosina per apparecchiare la tavola….

Un caro saluto

Luigi Loconsole

 

 


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