A differenza del trading finanziario, il trading sportivo da ottime possibilità di lavorare anche durante le feste natalizie.

Ovviamente, molti campionati risultano fermi, come accade per la serie A in Italia, ma risulta facile poter lavorare se andiamo a girare per bene la manopola del televisore.
Il campionato di calcio inglese, ad esempio, scende in campo regolarmente, anzi, ci lascia senza scopertura anche durante il periodo del capodanno. Stessa cosa possiamo dire per alcuni campionati di Rugby, mentre intravediamo i primi scorci di buon tennis, con i primi tornei di esibizione maschile e di qualificazione femminile.

Lasciando perdere i tornei di esibizione di tennis, dove possiamo vedere perdere il numero uno al mondo contro tutte le statistiche, il resto degli sport, sono tradabili normalmente, perché si tratta di campionato reale, specie se parliamo del calcio o del rugby.

Ho investito in alcune partite di calcio ieri, con ottimi risultati e utilizzando le tecniche del manuale pratico del trader sportivo, se non l’hai ancora lo trovi qui.

Anche nel Rugby, sono riuscito a portare a casa il pane, ma con diverse difficoltà, che voglio segnalare in questo post, per evitare che il trader sportivo alle prime armi possa farsi del male, pur utilizzando delle tecniche efficaci.

Perché parlo di  farsi del male con il trading sportivo sul rugby?

Il motivo principale, è la liquidità che potrebbe impedire di uscire da alcuni mercati anzitempo, col bottino in tasca, pur avendo il risultato saldamente dalla nostra parte.

Ieri, ad esempio, ho tradato la partita di Guinness pro 12 tra Connacht e Munster.

Non ero molto convinto di piazzare il mio trade sull’esito finale, dato che le quote iniziali davano come favorito il Connacht con una quota molto bassa rispetto agli effettivi valori in campo.

I Bookmaker, si sa, riescono in qualche modo a portare sempre a casa una vittoria e la cosa principale che ogni trader sportivo e anche ogni scommettitore deve sapere prima di affrontare un match, è proprio come vengono costruite le quote da parte delle società che gestiscono le scommesse.

Non entro nei particolari qui, anche se mi riprometto di farlo in un apposito post, ma ritengo opportuno sottolineare che, il primo parametro non è certamente il merito di una squadra, perlomeno non è quello prevalente.

Il dato principale per costruire una quota, da parte del bookmaker, è proprio l’attento conteggio di quanti capitali affluiscono su un probabile risultato, piuttosto che su altri.

Queste, le quote iniziali, o meglio, le quote che si potevano tradare e scommettere prima dell’inizio del match.

Vittoria del Connacht a 1,57, pareggio a 21, vittoria del Munster a 2,50.

Ora, conoscendo i valori in campo, entrare con un punta il favorito, cioè Connacht, a 1,57, potrebbe trarci in inganno.

Questo è stato il primo motivo perché ho scartato l’ipotesi di entrare su questo mercato: La quota pre match, era falsata di molto, ma non abbastanza per indurmi a puntare il 2,50 della vittoria di Munster.

A partita iniziata da qualche secondo, le quote si sono allineate immediatamente, livellandosi intorno a 2 per entrambe le squadre.

Questo vuol dire che, bancando Connacht a 1,57, in pochi minuti si sarebbe potuto portare a casa qualcosa, senza nemmeno aspettare lo svolgersi della partita. Si tratta di una tecnica che utilizzo spesso, ma che non mi dava particolare fiducia in questa occasione.

La mia strategia, infatti, era di attendere lo svolgersi del match per capire se potevo entrare bancando il risultato del pareggio.

Per chi non è pratico, faccio presente che, bancare un risultato, significa che stiamo pensando che quel risultato non avvenga.

Quindi, bancare il pareggio, non è altro che pronosticare che un determinato evento sportivo, non finisca in pareggio, scusa semi ripeto, ma è fondamentale che tu capisca questa cosa.

Quindi, per farla semplice, si guadagna nel caso che una delle due squadre vinca, ma si perde se pareggiano.

Beh, ho a disposizione due risultati su tre, ma la quota, è molto alta all’inizio e non certo conveniente, dato che nella borsa delle scommesse, quando banco, mi sostituisco in qualche modo al bookmaker prendendomi il rischio di pagare un altro scommettitore, in questo caso con il pareggio delle squadre.

Bisogna dire che, nel rugby, il caso di un pareggio è molto difficile se parliamo statisticamente, un po’ per il complesso metodo di formare il punteggio, un po’ perché le squadre vogliono sempre vincere, anche fosse che gioca Davide contro Golia, Davide ci prova sempre.

Altra cosa che mi preme sottolineare e che, con “statisticamente”, non apparecchiamo la tavola, altrimenti non ci sarebbe il mercato del pareggio nel mondo delle scommesse sul rugby e quella volta che ti succede di bancare il pareggio, ma ti finisce in pareggio, sono guai seri.

Devi essere molto selettivo e capire gli effettivi valori in campo e saper, in particolare, stringere bene le chiappe quando entri in un mercato del genere.

Ok, detto che le quote si sono allineate poco prima del match, mi sono limitato a osservare l’andamento del match.

Al terzo minuto, Munster sfrutta un calcio di punizione e segna i primi tre punti della partita.

Tre punti di vantaggio, nel rugby, specie se siamo ai primi minuti, non vogliono dire molto. La quota del pareggio, comunque, sale ancora di un paio di punti. Non è certo il momento di entrare.

Non succede nulla fino al trentunesimo minuto, dove con una punizione, il Connacht pareggia. Tre a tre.

Tre a tre, al trentunesimo minuto del primo tempo, in questo sport, non è una situazione abituale e la quota del pareggio scende intorno a quattordici, mentre quella dell’esito finale, sale per tutte e due le squadre.

Non è certo una partita piatta, anzi, se stanno dando di santa ragione, ma nessuna delle squadre ha il sopravvento.

Fatto sta, al quarantesimo minuto del primo tempo, si riporta in vantaggio Munster e tutti a bere un thè caldo nello spogliatoio.

Alla ripresa, siamo sempre con una quota troppo alta per bancare il pareggio. Al cinquantunesimo minuto, calcio di punizione per Connacht, e il risultato si porta sul sei a sei.

La quota scende a 5,75 e io decido di entrare.

Mi assumo un rischio di circa 140 sterline, per un profitto, in caso di vittoria di una delle due, di circa 30 sterline.

Lo so, potrebbe sembrare una sproporzione enorme, ma non lo è. Questa, è già una quota bassa quando si decide di bancare il pareggio nel rugby. E’ bassa anche quando si banca lo zero a zero nel calcio. Insomma, entro a chiappe strette, perché tutto può essere, ma sono sereno, perché il mio investimento è ragionato.

Al cinquantasettesimo minuto, Munster segna una meta, successivamente trasformata, portandosi in vantaggio di sette punti.

Qui iniziano i primi guai, perché tento di uscire con un profitto, ma molto stranamente, non trovo una controparte per le mie 140 sterline e sto per correre il rischio di rimanere nella partita fino alla fine.

Passa qualche minuto e riesco a portarmi in una posizione di All Green, garantendomi un profitto in caso di ogni risultato.

Tutto grazie ad un calcio di rimbalzo, un drop, di Munster che si allontana di altri tre punti. 😀

Nella foto sotto,vedi la mia situazione.

Appena in tempo, perché Munster subisce un cartellino giallo che, nel rugby significa un allontanamento dal campo per dieci minuti di gioco.

Connacht, ne approfitta e si porta sotto segnando tre punti.

Altra espulsione temporanea per Munster che finisce la partita in 13 contro 15.

Questa ultima fase concitata della partita, fa sfiorare il pareggio alle squadre.

In questo caso, avrei guadagnato qualcosa in più.

Bene, bene, benissimo. Ci sono partite anche oggi, ci saranno anche domani.

Calcio, tennis, rugby, basket. Nel trading spotivo, il mercato non si ferma mai.

Che il profitto sia con te.

Max W. Soldini