3 milioni di dollari: è la cifra che Uber dovrà risarcire ad un gruppo di autisti di New York per avergli sottratto provvigioni superiori a quelle stabilite. La storia, che è iniziata nel gennaio del 2016, si è conclusa solo in questi giorni con l’azienda californiana che ancora una volta si è ritrovata a dover pagare per gli errori commessi in passato.

In attesa di sapere come andrà a finire come andrà a finire il discorso relativo alla revoca della licenza nella città di Londra (ne abbiamo parlato anche noi qui su Amica Borsa, puoi trovare l’articolo a questo link) Uber è stata costretta a risolvere un’altra grana. A gennaio del 2016 (prima dunque che prendesse il suo posto l’attuale CEO Dara Khosrowshahi) alcuni drivers di New York hanno intavolato una causa nei confronti dell’azienda con l’accusa di aver sottratto più provvigioni dai loro guadagni rispetto a quanto stabilito dal contratto. Senza entrare nei dettagli burocratici della vicenda, Uber non avrebbe riconosciuto agli autisti una serie di benefit che erano stati accordati ed avrebbe applicato di conseguenza delle percentuali maggiori sui loro salari.

I fatti non riguardano il recente passato: le provvigioni a cui fanno riferimento i drivers coinvolti in questa storia partono dal dicembre del 2009 (l’anno di fondazione dell’azienda) e riguardano dunque i primi anni di vita di Uber che, come sappiamo, è stata spesso e volentieri oggetto di critiche per la sua condotta poco trasparente e questo ne è un ulteriore esempio.

Secondo quanto dichiarato dai portavoce della società ai giornali americani, Uber ha negato tutte le accuse ma ha accettato di pagare la cifra di 3 milioni di dollari per evitare il proseguire della causa e le conseguenti spese legali. La storia di oggi è solo la punta dell’iceberg di un trend che va avanti da parecchio tempo: sempre rimanendo nella città di New York lo scorso maggio Uber ha dovuto versare circa 80 milioni di dollari agli autisti perchè “inavvertitamente” li aveva pagati di meno rispetto a quanto pattuito.

Da quando ha preso le redini dell’azienda Dara Khosrowshahi ha imposto un deciso cambio di rotta rispetto al passato: il CEO ha più volte dichiarato che Uber non commetterà più gli errori che ne hanno caratterizzato i primi anni di vita. Per il momento però continuiamo a registrare vicende spiacevoli (e costose) per una delle società sicuramente più rivoluzionarie del recente passato.

Di lavoro per cambiare questa rotta ce n’è da fare veramente tanto.

Buon Trading a tutti

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