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Alla fine Deutsche Bank ha chiesto scusa. Il colosso bancario tedesco, sempre nell’occhio del ciclone ed al centro di diverse cause legali, ha acquistato un’intera pagina su diversi giornali tedeschi per chiedere scusa dopo due anni di esercizio chiusi in perdita.

In quest’ultimo periodo Deutsche Bank è stata spesso e volentieri al centro di situazioni “poco carine”, mettiamola così. La più eclatante dell’ultimo periodo, ne abbiamo parlato anche noi in questo post qualche mese fa, riguarda la disputa con il governo americano che ha inflitto una multa al colosso bancario tedesco per degli illeciti commessi nel periodo della crisi dei mutui sub prime, vale a dire negli anni che vanno dal 2005 al 2007/2008. È vero, è stato trovato un accordo con gli USA, ma il danno per l’istituto tedesco c’è stato e non è stato neanche di poco conto (e gli effetti si ripercuoteranno anche sui prossimi anni di attività).

Negli ultimi due anni il bilancio di Deutsche Bank ha chiuso in rosso: nel 2015 la perdita è stata di 6,8 miliardi di euro, nel 2016 la situazione è migliorata ma il bilancio ha fatto comunque segnare un rosso di 1,4 miliardi di euro (di cui 1,6 miliardi solo nell’ultimo trimestre di esercizio). Ad aver pesato sui conti sono stati, oltre ai costi di ristrutturazione societaria, anche quelli relativi alle spese legali per cause che come abbiamo appena detto spesso e volentieri vedono coinvolto l’istituto tedesco.

Dopo due anni di perdite il CEO di Deutsche Bank, John Cryan, ha firmato di proprio pugno una lettera di scuse per gli errori commessi in questi ultimi anni che, secondo quanto riportato dalla banca stessa, sono il frutto della condotta sbagliata di poche persone che hanno però messo in pericolo la reputazione di tutto l’istituto.

A proposito dei fatti risalenti ai mutui di un decennio fa questi sono stati definiti “inaccettabili” e la banca si è impegnata a far sì che certi comportamenti non si ripetano in futuro.

Ora, a far notizia è certamente il fatto che Deutsche Bank ha preso un’intera pagina su diversi giornali tedeschi (la giornata era quella di sabato 4 febbraio) e, non ce ne vogliate, ma il marketing in questa operazione ha giocato un ruolo quanto meno importante.

Da quando è subentrato Cryan (Luglio 2015) Deutsche Bank sembra aver cambiato rotta ma è pur vero che le eredità degli esercizi precedenti (come la multa del governo americano) stanno pesando anche a distanza di tempo (e lo faranno chissà per quanti anni ancora).

Basterà per salvare un istituto che si trova da anni sulla graticola?

Buon Trading a tutti

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