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Pochi giorni fa è uscita la news che l’India vuole limitare e censire gli utilizzi di Criptovalute all’interno deli confini nazionali.

Ha ancora senso provare a limitare l’utilizzo di Criptovalute?

In uno dei miei più recenti articoli ho spiegato alcuni passaggi per cui sono scettico verso le persone che ritengono le Criptovalute un mezzo per il riciclaggio di denaro.

In questo articolo Bloomberg spiega come un paese come l’India abbia in questo momento anche dei grandi benefici dalle Criptovalute per motivi di conversione e commissioni.

Ho ancora negli occhi, quando al tempo feci il modulo di Coinbase Earn su XLM, dove un video di spiegazione dell’utilizzo di Stellar Lumens era proprio dedicato ai lavoratori provenienti da paesi più poveri, che avevano trovato occupazione in un paese con uno stile di vita più alto e inviano soldi alla loro madre patria. Il modulo a cui mi riferisco lo trovi qua.

Che le Criptovalute servissero anche per spostare denaro? Mah!

Insomma, prova a pensare un ragazzo indiano che lavora magari in Regno Unito e ha le sue entrate pagate in sterline. In India, non so quanto diffusa possa essere la GBP (Great Britain Pound), e magari la valuta più facilmente recepibile sarebbe il dollaro americano. Se questo ragazzo volesse inviare dei soldi alla sua famiglia, quante commissioni dovrebbe pagare?

L’articolo di Bloomberg è abbastanza chiaro e nella seguente immagini vedi il costo in percentuale del trasferimento. Il numero più grande rappresenta il costo percentuale, il numero più piccolo rappresenta invece la percentuale di pagamenti che ricade in quel range di costo.

Criptovalute per pagamenti

Immagine tratta dall’articolo precedentemente mezionato

Il 5% di costo per trasferimenti internazionali inter-valuta? Quanto ci metti a fare il 5% tramite un investimento tradizionale? O ancora meglio: sei sicuro di voler regalare ogni 19 giorni lavorativi, un giorno alle banche che si occupano di trasferire i soldi?

Insomma, come direbbe il maestro Myagi

Vendi Criptovalute

Binance Jersey per il momento è allo 0.1% di commissione per acquistare le Criptovalute.
Coinbase Pro al 0.5%.

Peggio che ci vada, usiamo Coinbase Pro e paghiamo 1% di commissione per convertire in Criptovalute e successivamente riconvertire in valuta Fiat locale.
Binance Jersey ha al momento poche valute fiat disponibili, ma fra Coinbase Pro e altri Exchange magari locali è molto probabile riuscire a non eccedere una commissione del 2% totale.

I costi di transazione infine sono molto bassi, come possiamo vedere in queste due transazioni:
Transazione 1, 10 aprile 2020, 161.500 BTC totali. Fee: 0.00010019 BTC.
Transazione 2, 5 settembre 2019, 94.504 BTC totali. Fee: 0.06534852 BTC.

Commissioni praticamente trascurabili rispetto a dei volumi decisamente importanti.

Ovviamente Bitcoin è la moneta più facilmente commerciabile anche in Exchange locali secondari, che possono talvolta avere poca liquidità e non permettere nemmeno la negoziazione di criptovalute più economiche nello spostamento, quali potrebbero essere XLM, LTC, TRX e altre.

Ecco perchè Bloomberg sta sconsigliando nemmeno troppo velatamente all’India di non bloccare le Criptovalute e imporre magari delle restrizioni per commerci illeciti, incrementando i controlli di KYC e AML.
L’idea infatti dovrebbe essere quella di non bandirle completamente visto che in fondo, sono pur sempre ricchezza che entra nel Paese e che viene spesa nel Paese stesso.

“Se non puoi fermarle, alleatici”

PS. Questo articolo non ha lo scopo di promuovere Wallet di Criptovalute promossi tramite Network Marketing o altre Criptovalute che vengano descritte “come Bitcoin ma meglio”.
Il mio invito è sempre quello a comprare Criptovalute tramite Exchange noti e regolati, oltre a custodire le Criptovalute in Ledger o Wallet nativi.

La partenza è quello che ferma la maggior parte delle persone

Mike Zillo


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