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Riciclaggio del Denaro con Bitcoin è un tema di continuo interesse. Ma siamo così sicuri che Bitcoin sia così spendibile nel mercato sommerso?

Bitcoin nasce nel 2008, e nei suoi primi anni di vita, il suo impiega risulta associato anche ai pagamenti nel Dark Web quali ad esempio i mercati neri delle sostanze stupefacenti passando per i sicari e il traffico di organi oltre alla nota evasione fiscale. Ne possiamo aggiungere altre?

Mi ricorda un pò la Storia di Internet, nato nel 1969 come Arpanet, ovvero una rete per connettere centri di ricerca del Dipartimento della Difesa americano. Quando internet ha iniziato a diffondersi, le prime critiche che sono state mosse quali sono state?
“Non prenderà mai piede, serve per la diffusione di materiale pedo-pornografico, favorisce il traffico di armi, diventerà un mezzo per controllarci”.

Sul “Mezzo per controllarci” non mi sento di dissentire completamente, ma sicuramente Internet è stato il fattore scatenante dell’ultima Rivoluzione digitale, rendendola una trasformazione Tecnologica e della Comunicazione a tutti gli effetti.

Prova a pensare: in questo momento tramite Internet e il 5G si possono effettuare operazioni chirurgiche in teleconferenza, con un ritardo del segnale di 0.1 secondi. Per fare un bonifico bancario, bastano pochi click sull’interfaccia del tuo Home Banking (risparmiando vari Euro di commissione allo sportello). L’informazione è pubblica e accessibile a tutti. Tantissimi posti di lavoro sono stati creati mediante digitalizzazione (e tanti anche eliminati, rientrando in un processo evolutivo a tutti gli effetti). Le persone a distanza, possono videochiamarsi per vedersi e magari vedere il proprio figlio dall’altra parte del mondo.

Degli aspetti innovativi delle Criptovalute ne abbiamo già parlato a sufficienza. In questo post vorrei focalizzarmi sul reale utilizzo delle varie monete per fini illeciti.

Un recente studio di Messori.io ha messo in evidenza come il rapporto dei volumi d’affari di operazioni illecite in Bitcoin e dollaro, sia di 1 a 800. Ovvero per ogni dollaro speso in Bitcoin nel DarkWeb, 800 dollari vengono riciclati.

Momento, momento, momento, momento. Hai appena detto 800 a 1?. E come mai dunque tutti criticano Bitcoin e nessuno parla del mercato sommerso dei dollari?”

Beh, perchè ormai tante cose vengono date per scontate. Secondo te, per alimentare il mercato della droga internazionale, vengono fatti bonifici bancari? O per finanziare altre operazioni illecite, non vengano sfruttate anche le giurisdizioni “Off-Shore”, con delle opportune Matrioske societarie? Oppure la creazione di opportuni sistemi per aggirare la fiscalità, ed evitare le tasse?
Per riciclare denaro ci sono davvero tanti modi, non solo il classico malloppo di banconote da reimmettere in circolazione come spesso raffigurato nell’immaginario collettivo.

Ovviamente però le informazioni che fanno più scalpore sono il ricatto tramite email con riscatto in Bitcoin, oppure una notizia dei giorni scorsi in cui si diceva che la mafia nigeriana chiedeva riscatti e pagamenti in Bitcoin.

Il vantaggio di Bitcoin è di essere anonimo, ma al momento, per fare uscire il controvalore di Bitcoin tramite valute fiat tradizionali, fare un KYC da qualche parte ti tocca. Altrimenti devi pagare qualcuno che li liquidi al posto tuo, ma la soglia di attenzione per l’aiutante deve essere altissima. Bitcoin è tracciato, poichè ogni transazione (per quanto anonima) viene registrata, e tutti gli indirizzi che vengono toccati da una transazione sospetta saranno pertanto ritenuti collusi.

Vediamo il caso dei 7.000 BTC rubati a Binance.

Ma che ne è stato di questi Bitcoin?

Questa è stata la prima transazione riconosciuta da WhaleAlert, un BOT che segnala tutte le transazioni al di sopra del mezzo milione di dollari di controvalore, e segnala anche ogni piccola frazione di fondi dichiarati rubati che vengono spostati fra gli indirizzi.

Questa ad esempio è stata la prima movimentazione di alcune frazioni di BTC dopo il furto.

Ma se ti colleghi al loro canale Telegram, e nella barra di ricerca cerchi “Binance”, troverai tutte le transazioni fatte a partire dai Wallet incriminati. Essendo ogni transazione tracciata, ogni Indirizzo che viene toccato dai Bitcoin rubati si presuppone essere potenzialmente colluso con il furto, rendendo molto difficile una liquidazione finale dei Bitcoin incriminati.

Questa l’ultima transazione incriminata rintracciata.

Insomma, puoi anche rubare i BTC. Puoi spostarli quanto vuoi ma sarai sempre rintracciato. Puoi anche rimanere anonimo, ma prima o poi dovrai liquidare le tue Cripto mediante una piattaforma che richieda il KYC, un Exchange che sceglie di congelarli, oppure far rischiare delle persone ignare per ritirare questi soldi illeciti, mettendoli in pericolo.

Siamo proprio sicuri che Bitcoin sia davvero anonimo, non rintracciabile, mezzo ideale per le frodi?

I pregiudizi ancora una volta giocano un brutto scherzo, precludono la possibilità di rendere davvero trasparente un sistema di transazioni, che rimane anonimo finchè tutto viaggia regolarmente, ma appena qualcosa di storto succede, il misfatto può essere presto rintracciato.

Prima di parlare e sputare sentenze è sempre meglio informarsi, soprattutto su tecnologie in continua evoluzione e continuo divenire come la Blockchain con annesse le Criptovalute.

La partenza è ciò che ferma la maggior parte delle persone

Mike Zillo


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