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Dopo il progetto di BCharity istitiuito per poter dotare una Blockchain le organizzazioni no-profit, quali sono le novità in merito?

Le Criptovalute in questo ultimo decennio hanno fatto parlare molto di se, prima fra tutte Bitcoin.

Il successo di questa struttura è derivato principalmente dalla metodologia di registrazione delle transazioni, ovverosia la Blockchain.

Abbiamo più e più volte parlato di questo straordinario strumento di registrazione per le sue caratteristiche intrinseche, in quanto è un registro pubblico.

Ma questo registro pubblico può essere adottato anche alle associazioni no-profit?

A tal proposito è giusto nominare Kevin Werbach, autore del libro “The Blockchain and the new architecture of trust”.

Nel suo libro Werbach spiega come la Blockchain, di per sé possa aiutare a modificare il modo di pensare delle persone.

In tutti i modi, comunque, è necessaria anche una coesione tra gli esseri umani al fine di poterne trarre tutti i vantaggi possibili.

Per coesione si intende la volontà di normare l’utilizzo della Blockchain; badate bene non ha detto di normare la Blockchain: in questo modo viene meno il principio di decentralizzazione.

Normare l’utilizzo, significa dare degli obblighi alle persone in modo da rendere questo sistema legale nella totalità delle situazioni.

Dopo questa digressione necessaria, in quanto anche la Blockchain ha bisogno dell’essere umano per funzionare, continuiamo nella trattazione di questa possibilità.

E’ logico pensare che l’utilizzo della Blockchain nelle strutture no-profit, sia incentrato principalmente sulla tracciabilità dei fondi devoluti dai donatori.

Semplificando si tiene un resoconto di come, a chi e quando sono arrivati i fondi. Chiaramente l’utilità del DLT (Distribuited Ledger Technologies) si limita a questo:

Come poi verranno utilizzati i denari devoluti dai donatori, beh questa è responsabilità (e correttezza) di chi li gestisce.

Certo sarebbe molto bello poter avere anche una tracciabilità di tutte le operazioni e ricerche che sono state effettuate grazie alle donazioni.

Così facendo si avrebbe anche una “paternità” certificata delle scoperte scientifiche o mediche: una sorta di diritti d’autore a titolo gratuito.

Una precisazione.

Non è stato specificato, ma lo si dà per scontato che i registri siano distribuiti e non privati, altrimenti sarebbero un po’ troppo soggetti all’azienda titolare.

Veniamo alle novita!

L’azienda AID:Tech ha iniziato nel 2015 stringendo una collaborazione con la Croce Rossa Irlandese per la fruizione di aiuti ai rifugiati Siriani in Libano.

Dai dati si evince chiaramente che la trasparenza dei DLT è invidiabile, non solo, anche gli oneri relativi alle transazioni sono stati abbattuti in maniera significativa.

Visti i risultati si sono istituite varie partnership indirizzando gli sforzi verso il percorso tracciato dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile per il 2030; primi fra tutti i seguenti obiettivi:

  • SDG 16.9 – fornire identità giuridica per tutti compresa la registrazione delle nascite;
  • SDG 3 – Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età;
  • SDG 10.C – Ridurre a meno del 3% i costi di transazione ed escludere quelli con costi superiori al 5%;
  • SDG 17.17 – Incoraggiare e promuovere efficaci parternariati;

Per tutti questi obiettivi la Blockchain potrebbe rappresentare una vera e propria panacea…

Però, c’è un però nel mezzo.

Come sappiamo benissimo la Blockchain per poter validare i blocchi è estremamente energivora ed ecco che si pone un problema abbastanza grosso:

Per uno sviluppo sostenibile questa tecnologia deve essere adottata dai tutti i paesi, anche quelli in via di sviluppo, ma essendo in via di sviluppo come possono avere a disposizione infrastrutture tali da offrire le disposizioni tecnologiche necessarie?

Ovviamente l’essere umano è una macchina piena di risorse, e vista la fiducia che sta riponendo in questa tecnologia, senza ombra di dubbio una soluzione la troverà!

Come abbiamo potuto vedere, sulla falsa riga della ico di BCharity, AID:tech si sta dando un gran da fare anche in collaborazione con l’ONU per poter offrire a tutte le ONG la possibilità di gestire in maniera veloce e a basso costo tutte le donazioni.

Con un valore aggiunto: chiunque può sapere quanti denari sono stati devoluti, quando e a chi sono arrivati.

Insomma, il cambiamento è vicino!

 

Per questa settimana è tutto, ci rileggiamo la prossima!

Chi gioca per vincere, non perde mai!

Eros Luomoneros Silvagni


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