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Tutti parliamo di Blockchain, DLT (Distribuited Ledger Technologies), Wallet, e tanti altri termini che fanno riferimento a questa nuova e destabilizzante tecnologia, ma sappiamo esattamente il concetto che ricalca?

Per riuscire ad introdurre il tema occorre fare un piccolo salto indietro, torniamo in Mesopotamia al fianco di un contabile Sumero.

Con la sua fedele tavoletta e le iscrizioni in cuneiforme aveva il pieno controllo dei crediti e debiti di vari soggetti.

Questa è la prima e più semplice forma di contabilità che è giunta fino ai giorni nostri, con il nome di partita semplice.

Via via il progresso e lo sviluppo del mercato ha obbligato l’essere umano ad apportare delle migliorie in queste registrazioni.

Dobbiamo attendere il rinascimento quando i mercanti genovesi e i banchieri fiorentini introducono il dare/avere o Costi/Ricavi.

Questi registri una volta compilati sono poi vidimati da degli organi superiori quali Notai, revisori, che ne certificano la veridicità

Nacque così quella che tuttora si utilizza e prende il nome di partita doppia, materia che tutti i Ragionieri e Commercialisti conoscono come molto complessa, seppur affascinante.

Un po’ quello che è la Topografia per i Geometri.

Chiaramente gli organi certificatori non possono essere in grado di dimostrarne l’attendibilità di queste scritture, pertanto si basano sulla correttezza dei redattori.

Di fatto si sono istituiti dei sistemi atti ad avere un controllo incrociato per confermare la correttezza dei dati, ma, come sappiamo la natura umana è imprevedibile, si possono manomettere anche i sistemi di controllo.

Di fatto se vogliamo un risultato che conflitta con le variabili inserite, è sufficiente modificare le variabili in ingresso e otterremo la risposta desiderata.

A tal proposito interviene, nel 1989, quindi circa dopo 600 anni, il giapponese Yuji Ijiri che ha una illuminazione.

Aggiungere un terzo registro, pubblico, dove sono riportate tutte le operazioni sia a debito che a credito come nell’immagine qui sotto.

A prima vista potrebbe essere una pensata ovvia e senza risvolti, fintanto che un team noto con il nome di Satoshi Nakamoto, non decide di attuarne una trasposizione digitale.

Siamo nel 2008: diciannove anni dopo.

Questo team di sviluppo, tramite la Crittografia, rende operativa l’illuminazione di Yuji.

Ma vediamo come funzione di preciso.

Prendiamo un Wallet, quello che è un portafoglio digitale; durante le operazioni di registrazione, viene creata una Frase di Recupero: 12 o 24 parole (a seconda del Wallet) scelte dalla procedura.

Sono parole che a prima vista (anche dopo un’ora che le leggi) sono senza senso, ma che l’algoritmo del Wallet sa di che cosa si tratta, infatti crea immediatamente un codice alfanumerico di 32 caratteri.

Questa è la mia chiave elettronica, unica, criptata e irreversibile che protegge la mia identità e mi dà la possibilità di interagire con tutti, rimanendo nell’anonimato.

Molto importante da tenere presente è l’irreversibilità di questo codice: dalla frase si recupera il codice, mentre dal codice non si può risalire alla frase.

Per questo è di vitale importanza conservarla, altrimenti tutto quello che è nel conto va perso.

Attenzione, anonimato non per le forze dell’ordine, infatti la registrazione deve seguire le regole KYC (Know Your Customer).

Con questo indirizzo io mi muovo all’interno della rete, compro, vendo, voto, scarico musica.

Le operazioni vengono salvate, con data e ora, in un registro pubblico e immutabile.

Tutti possono vedere i miei “movimenti” seguendo la mia chiave pubblica, ma nessuno sa chi sono.

Una cosa non da poco: questo registro non è di nessuno in particolare, e mio, nostro, vostro, loro.

In una parola è “di tutti”, tutti quelli che hanno una identità digitale criptata che è quella e solo quella: non può essere duplicata.

Capite per quale motivo ho definito la Blockchain il terremoto della contabilità classica?

In questo modo ci troviamo di fronte ad uno sconvolgimento senza pari.

Spariscono gli organi certificatori e di controllo, in quanto questo registro, essendo pubblico non è modificabile e si autogestisce.

Tutta la contabilità delle aziende diventa certificata da questo registro pubblico e immutabile.

Però c’è il solito “Però” di mezzo.

Chi può certificare che le operazioni scritte sul registro sono attendibili?

La risposta ci viene data dalla Blockchain di Ethereum che ha istituito gli Smart Contract: che definiscono le regole di veridicità del dato.

Se vengono rispettate il dato è considerato veritiero e quindi viene registrato.

Ancora una volta, questa tecnologia ha dato dimostrazione di essere all’avanguardia con lo scopo di semplificare e alleggerire determinate operazioni.

Le stesse operazioni che sono gestite dalle banche.

Sorrido al pensiero di una favola di Gianni Rodari, tratta dal libro “Favole al telefono” che i più vecchietti sicuramente conosceranno: “Il semaforo Blu”.

Riporto solo l’ultima frase di cui vi lascio libera interpretazione anche se lascia adito a pochi dubbi:

“Poveretti! Io avevo dato il segnale di – via libera – per il cielo. Se mi avessero capito, ora tutti saprebbero volare.

Ma forse gli è mancato il coraggio”

La morale delle favole è sempre molto forte vero?

Buon Cripto Week End a tutti

Chi gioca per vincere, non perde mai!

Eros Luomoneros Silvagni

 


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