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Sono arrivate le prime date circa l’inizio dei negoziati che renderanno il Brexit realtà. Il primo ministro britannico, Theresa May, ha fatto sapere che non si andrà oltre la fine di Marzo 2017 perchè “bisogna far vedere dei passi concreti agli elettori che hanno votato per l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea”.

Questa è una notizia che era attesa da diverse settimane e nella giornata di ieri, in occasione della conferenza annuale del Partito Conservatore a Birmingham, sono arrivate finalmente le prime delucidazioni in merito. L’invocazione del famigerato articolo 50 del trattato di Lisbona, quello secondo cui uno stato membro può decidere di ritirarsi dall’Unione Europea, non avverrà più tardi del primo trimestre del prossimo anno, vale a dire appunto non più tardi della fine di Marzo 2017.

Una prima importantissima indicazione sulle prossime mosse del Regno Unito. Ma c’è di più.

Theresa May non ha solo parlato dei tempi ma anche dei modi: l’intenzione del governo britannico è quella di convertire le attuali leggi UE nella legislazione del Regno Unito in modo da dare certezze ad aziende e business (non troppo tempo fa era uscito il risultato di un sondaggio secondo cui i presidenti di 76 aziende su 100 hanno pensato o stanno pensando di lasciare il suolo britannico. Ne abbiamo parlato in questo articolo).

“Il processo non andrà troppo per le lunghe e non ci saranno ritardi se non strettamente necessari” ha precisato ancora il primo ministro May.

Indicazioni importanti a cui si sono aggiunte quelle del segretario al Brexit David Davis secondo cui il Regno Unito, una volta completato il processo di uscita dall’Unione Europea, regolamenterà il flusso di migranti abbassandone il numero.

Allo stesso tempo però si cercherà di rendere semplici gli scambi commerciali con gli altri stati membri UE in modo da non compromettere l’equilibrio dell’economia d’oltremanica che in questo periodo è stata messa decisamente a dura prova.

Sono arrivate anche le prime reazioni da parte dei partiti dell’opposizione che chiedono più dettagli sulle modalità con cui il negoziato verrà portato avanti. A questo aggiungiamoci anche le pressioni delle grandi aziende che vogliono avere delle certezze circa le modalità di commercio con i maggiori partner commerciali del Regno Unito.

Una prima, importantissima risposta (quella relativa alle tempistiche) è stata data, adesso occorrerà averne altre allo stesso modo importanti circa i modi con cui questa procedura verrà portata avanti.

Ne sapremo di più nelle prossime settimane: l’impressione è che il governo britannico, al di là delle parole, non sia nella posizione di poter aspettare troppo a dare queste risposte.

Ci sono già tante società con la valigia pronta.

Ci sentiamo stasera.

Buon Trading a tutti

Il Manuale Del Trader Idiota


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