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In qualsiasi mercato io investa, vado a confrontare le informazioni che ho a disposizione con una checklist abbastanza semplice ma non per questo poco importante.

     1.Che conoscenza ho del mercato?

Quanto a fondo conosco le dinamiche del mercato in cui sto andando ad investire? Sono sicuro che la taglia di investimento a cui pensavo sia davvero idonea al mercato a cui mi sto affacciando? Quanto è alta la percentuale di fregature (scam) di questo settore?

Se non ho molta conoscenza del settore, sto molto attento perchè le opzioni rimanenti sono due e la prima sarà: NON INVESTIRE IN QUESTO SETTORE.

Ad ogni modo ne esiste anche una seconda.

      2. Conosco qualcuno che opera nel settore e di cui penso di potermi fidare?

Da quanto questa persona opera in questo mercato? Con quali risultati? In quali realtà è coinvolto? Perchè dovrebbe dare proprio a me la possibilità di investire con lui? Viene pagato all’inizio, o in percentuale sul profitto?

Se non ho conoscenze sufficienti per operare in consapevolezza (attenzione: non in sicurezza. La sicurezza nel business non esiste) potrei pensare di far operare qualcuno con i miei soldi. Ovviamente non mi sarà messo a disposizione tutto il profitto, ma sicuramente risparmierei molto tempo.
Questo, in fondo, è il paradosso del consulente d’investimento. A lui non interessa che io guadagni. Lui la provvigione sulla vendita del pacchetto di investimento la prende nel momento in cui io dovessi versare i soldi.

      3. Quanto denaro sono disposto a perdere?

Su quanto denaro posso permettermi di non fare affidamento? Per quanto tempo posso sopravvivere con il mio cashflow attuale, senza intaccare quelle scorte?

Una persona che stimo molto, poco tempo fa mi diceva: “Michele, raccogliere i soldi è la parte più facile. La parte difficile, che infatti non è per tutti, è costruire il business per far lavorare bene quei soldi”.
Il pericolo più grande infatti, è proprio quello di affidarsi a dei business “proto-ponzi-polli-paraponziponzipò” che garantiscano alcune percentuali mensili, senza sottostanti reali o comunque con sottostanti non fruttiferi.

Insomma. Cerca sempre di capire se stai investendo per la moda, perchè ti è stato venduto bene oppure se davvero puoi permetterti di immobilizzare quei soldi.
E’ più intelligente investire soldi in persone e istituzioni che guadagnano ancor prima di far lavorare i tuoi soldi, oppure con investitori che vivono di investimenti e guadagnano solo se te guadagni?

Se noti, non ho minimamente menzionato i rendimenti. E’ inutile. Se il business è solido, ci sarà un’aspettativa, ma mai una garanzia. E poi, quando lavori bene, esci dagli schemi e i rendimenti possono essere molto superiori alla media.

Questa guida rappresenta solo una parte delle mie valutazioni che faccio quando vado ad investire, ma la reputo una discreta base di partenza.

E con le Cripto. Come la mettiamo?

Beh, direi proprio che ne parliamo nella prossima puntata.

La partenza è ciò che ferma la maggior parte delle persone

Michele Zillo

 


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