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Ieri pomeriggio c’è stata l’audizione di Mario Draghi al parlamento europeo. Tra i vari argomenti trattati ci sono stati anche il referendum italiano ed il Brexit: proprio su quest’ultimo il presidente della Banca Centrale Europea ha espresso dei concetti interessanti che meritano di essere analizzati.

Del referendum italiano avremo modo di parlarne in maniera approfondita nei prossimi giorni: diamo comunque un accenno alle parole del numero uno della BCE che ha affermato quanto è già facilmente immaginabile e cioè che il voto di domenica potrà generare della volatilità nel breve periodo sui mercati. 

Più articolato invece il discorso relativo al Brexit ed al futuro del Regno Unito in quello che è sembrato a tutti gli effetti un monito sui prossimi passi che verranno intrapresi da Theresa May e da tutto il governo d’oltremanica. Chi ha maggiormente da perdere in questa operazione secondo Draghi è proprio la Gran Bretagna, specie nel caso in cui si optasse per un Hard Brexit (come abbiamo ripetuto più volte anche noi su Amica Borsa non c’è un precedente a questo evento e le decisioni verranno prese in base all’evolversi dei negoziati con l’Unione Europea. Per questo sono stati prospettati diversi scenari e l’Hard Brexit rappresenta uno dei più “tosti” in cui il Regno Unito avrà un controllo diretto su immigrazione, investimenti esteri e commercio con gli altri paesi).

L’economia dell’Eurozona è in una fase di ripresa ma è ancora una costruzione con delle fondamenta instabili, per questo bisogna andare avanti nella strada tracciata dalla BCE in questi ultimi anni (tradotto bisognerà continuare con gli stimoli di politica monetaria finchè ce ne sarà il bisogno). Nonostante ciò nel caso in cui il Regno Unito decidesse di optare per la linea dura l’impatto che questo avrebbe, soprattutto dal punto di vista della libertà di commercio verso gli altri paesi, andrebbe a danneggiare soprattutto l’economia d’oltremanica.

Draghi ha anche precisato che queste sono considerazioni che riguardano il lungo termine e non il breve (affermando anche che fino ad oggi l’economia UE ha mostrato una forza sufficiente tale da resistere all’onda d’urto del Brexit).

Tutto questo a pochi giorni della sentenza della Corte Suprema che si pronuncerà sulla famosa disputa tra governo e parlamento su chi deciderà i passi effettivi per mettere in atto i negoziati (ne abbiamo parlato in maniera approfondita in questo post) che secondo le parole del primo ministro Theresa May dovrebbero cominciare non più tardi della fine di marzo del prossimo anno.

La risposta dovrebbe arrivare l’inizio della prossima settimana, poco dopo il risultato del referendum.

Sarà un inizio di settimana in cui non ci annoieremo di certo.

Buon Trading a tutti

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