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Dopo il Dollaro digitale, il Petro, lo Yuan digitale, l’E-Dinar, ora è il turno dell’Euro digitale.

A seguito di un sondaggio è risultato che su 66 banche centrali, l’80% è al lavoro per il varo di una moneta digitale.

Una di queste è la BCE (Banca Centrale Europea) il cui presidente è Christine Lagarde.

L’attuale presidente della BCE ha sempre dichiarato di essere favorevole alla nuova tecnologia DLT (Distributed Ledger Technologie) nonostante dimostri una certa riluttanza alle Criptovalute.

Il progetto, annunciato l’anno scorso, ha preso via via forma fino ad essere testato alcuni mesi fa in Francia. La Banca Centrale, assieme alla Sociéte Générale, ha messo a punto una transazione piuttosto importante: sono stati emessi 40 milioni di Euro in obbligazioni garantite sulla Blockchain pubblica da dei Security Token.

L’Euro Digitale non sarà disponibile solo per banche o istituti, ma sarà a disposizione anche del semplice cittadino che potrà effettuare pagamenti mediante Smartphone.

Questa moneta digitale, possiamo definirla ibrida in quanto sfrutta alcune parti delle Criptovalute, ha uno scopo ben preciso: rendere più veloci e tracciabili i pagamenti.

Il 70% dei pagamenti sono effettuati con denaro contante quindi non tracciabili. Se sostituiamo il contante con una moneta digitale tracciabile e trasparente, eliminiamo l’evasione fiscale.

Le contraddizioni

Una moneta digitale di una banca centrale, basata su Security Token, che circolerebbe in modo Decentralizzato, consentendo perciò, l’anonimato, potrebbe sembrare una contraddizione: si tornerebbe al caro, vecchio, denaro contante.

“Potrebbe sembrare” infatti, le registrazioni KYC (Know Your Customer) sono stati istituite apposta per sapere chi c’è dietro alla chiave pubblica.

Una precisazione: oggettivamente, una qualsiasi persona all’interno di qualsiasi Blockchain è anonimo fin tanto che non preleva il denaro digitale e lo trasforma in fiat. In quel momento perde l’anonimato e diventa Pinko Pallo che ha scambiato quel determinato euro digitale in euro tradizionale (chiamiamolo così per distinguerli).

Ovviamente si parla di anonimato e non di segretezza perché nella Blockchain non ci sono segreti: è pubblica e aperta a tutti.

Nel caso di limitazioni agli accessi della Blockchain, non si può più parlare di decentralizzata, ma centralizzata

Secondo il punto di vista di Christian Miccoli, nel caso che l’euro digitale fosse strutturato come lo Yuan Digitale, si avrebbero delle eventuali interferenze da parte del governo nazionale.

Questo perché i funzionari di governo potrebbero controllare tutti i movimenti finanziari con la possibilità di bloccare fondi individuali o vietare determinate categorie di spesa, semplicemente con la creazione di uno Smart Contract.

Questo è uno dei motivi per cui anche se la tecnologia è già funzionante, non è stata distribuita al cittadino.

Rimane, in ogni caso, una precisazione da fare: lo Yuan Digitale, per certi versi simile all’Euro digitale, ha anche un’opzione: la possibilità di effettuare transazioni tra cittadini senza l’ausilio della rete internet.

Si possono trasferire somme semplicemente facendo toccare gli smartphone tra di loro.

Le cose si stanno muovendo nella direzione giusta: molte banche centrali hanno già nei “cassetti” la loro valuta digitale che sarà appoggiata alla Blockchain.

Chiaramente sarà una Blockchain centralizzata, essendo ad “uso e consumo” di un istituto di credito, ma quello che importa è che le masse vengano istruite sull’esistenza e l’utilizzo di questa tecnologia.

Quando la popolazione avrà preso coscienza dei vari funzionamenti, ahimè, l’abbandono in massa della vecchia moneta inflattiva sarà alle porte.

E la carta moneta, tangibile, lascerà il posto alle impalpabili monete digitali!

Buon Digitale Week end a tutti!

 

Chi Gioca per vincere, non perde mai!

 

Eros Luomoneros Silvagni

 


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