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Globalcoin ha fatto capolino sul mercato delle Criptovalute, e leggevo un approfondimento da parte di un luminare, Andreas M. Antonopoulos, in merito a questa, tanto attesa, Criptovaluta di Facebook.

Prima di tutto rispolveriamo le 5 caratteristiche fondamentali che fanno di una valuta, una Cripto:
• essere aperte (ovvero utilizzabili da tutti)
• pubbliche
• neutrali
• senza confini
• resistenti alla censura

Ora che abbiamo fatto un piccolo ripassino, vediamo se GlobalCoin esaudisce tutte le richieste.

Prima fra tutte che non può essere esaudita è la decentralizzazione, in quanto essendo emessa da un’azienda con lo scopo di “avere la propria Criptovaluta” non mi pare la migliore prerogativa per un sistema democratico.

Il KYC e la Privacy

A causa delle normative sull’antiriciclaggio non è resistente alla censura in quanto l’emittente deve poter intervenire per limitare, se necessario, i trasferimenti verso determinate entità o stati, il che le impedisce di essere senza confini e di essere aperta.
Per poter utilizzare GlobalCoin occorre la registrazione denominata KYC (Know Your Customer, Conosci il Tuo Acquirente che è la registrazione richiesta da Coinbase e altri Exchange Fiat/Crypto eseguita mediante una fotografia dell’utente e del documento di riconoscimento) Facebook agirà come se fosse un normale istituto di credito, impedendone, di fatto, la neutralità. Inoltre, visto che ogni stato ha una sua normativa ben precisa, i problemi che dovrà risolvere saranno molto più simili alla piattaforma PayPal che non quelli di una Crypto come BTC.

In ottemperanza alle normative sulla privacy, Facebook non potrà rendere completamente pubblica la sua creatura in quanto non tutti i dati relativi all’utilizzo della Stable Coin (ma possiamo davvero definirla così?) nè tantomeno quelli dei suoi utilizzatori possono essere divulgati.

PayPal e l’istituto di credito “Facebook”

In pratica, secondo Antonopoulos, GlobalCoin sarà la moneta di una banca con Facebook che opererà in modo simile a PayPal (non a caso nel Maggio 2018 è iniziato uno studio sulla BlockChain capitanato da D. Marcus ex direttore di PayPal qui).
A questo punto, possiamo tranquillamente dire che GlobalCoin sembra non essere una Criptovaluta purosangue ma un vero e proprio ibrido e Facebook diventerebbe più un istituto di credito che un Social Network.

Tutto questo però ci porta ad una riflessione: la questione sulla privacy diventa sempre di più spinosa, in quanto in questa maniera chi utilizza o muove dei GC, è sotto il costante controllo di Facebook; in alcuni casi, il controllo è conveniente, ma in questo caso mi sentirei più spiato che tutelato.
Esistono ovviamente anche dei lati positivi, come ad esempio le garanzie offerte da un provider di pagamenti come Paypal, in cui anche il venditore è tutelato.

“Facebook Bank” per quale motivo?

Ma allora se PayPal esiste già, per quale motivo crearne un altro che passa attraverso una Criptomoneta che nella realtà tanto “Criptica” non è?

A mio avviso ritengo lodevole quanto costruito da Facebook in quanto le normative restrittive vigenti gli hanno imposto di dare origine a questa Criptovaluta con le limitazioni di cui Antonopoulos ha fatto la disamina; teniamo ben presente che siamo ancora agli albori di questa nuova scoperta delle criptovalute e quindi tutti i “giochi” sono aperti per apportare migliorie e modifiche al fine di poter dire con orgoglio che Globalcoin diventi una Altcoin al pari di ETH o BNB.

Buon Crypto week end a tutti

Chi gioca per vincere non perde mai!

Eros Luomoneros Silvagni

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