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Leggevo proprio questa mattina, di buon ora si sa, che Facebook ha rimosso il Ban per gli Ads su Criptovalute e Blockchain. Ottima notizia. Ma che sarà successo?

Facciamo un po’ il punto della situazione in maniera cronologica:

Gennaio 2018: Facebook si schiera contro le pubblicità di Criptovalute e ICO (Initial Coin Offering, formalmente linfa vitale per le start-up al fine di poter raccogliere fondi per lo sviluppo) con la motivazione di arginare le truffe. A distanza di poco si allineano anche Google e Twitter;

Marzo/Aprile 2018: Datagate Facebook, sono stati venduti i dati sensibili degli utenti Facebook, violando in tal modo la legge sulla privacy;

Maggio 2018: Sotto la supervisione di David Marcus (ex presidente di PayPal e direttore dell’app Messenger) inizia un programma di sviluppo che utilizza la Blockchain;

Marzo 2019: Rumors in merito alla Stable Coin FBC (Facebook Coin ndr) scambiabile tramite Whatsapp dove si pensa possa essere attiva entro qualche mese;

Maggio 2019: Facebook rimuove le restrizioni relative alle pubblicità di Criptovalute mentre mantiene quelle sulle ICO ed istituisce un organo atto alla validazione di tali messaggi commerciali.

Come si può ben vedere Mark  non è proprio uno sprovveduto in materia, e si è fatto affiancare, per la creazione della propria moneta, da personaggi di tutto rispetto; però non si spiega questa presa di posizione generalista nei confronti delle Criptovalute.

Mi spiego meglio.

Visto che dopo pochi mesi Ethereum ha ricevuto la deroga in merito alla pubblicità su Facebook in quanto si è dimostrato non essere una truffa, che sia questo il momento giusto per la reale apertura dei social network alle Criptovalute reali e ai prodotti seri ad esse connessi?

Per regolamentare la pubblicazione si sarebbe potuti procedere attraverso un controllo approfondito sul progetto dell’azienda nel caso di una ICO oppure ad una Due Diligence aziendale e della struttura retributiva nel caso di un sospetto schema Ponzi; così facendo non si sarebbe avuto uno scossone di mercato come invece è avvenuto. Facebook non credo però sia strutturato per effettuare questo tipo di analisi e probabilmente una procedura di questo tipo avrebbe comportato la creazione di un dipartimento ad hoc.

Ne valeva la pena, a fronte degli esigui volumi pubblicitari allora mossi?

Non molto. Era più facile probabilmente bloccare trasversalmente tutto quanto riguardasse le Criptovalute, e chi avesse ritenuto di essere in regola avrebbe dovuto avanzare la documentazione richiesta.

Magari farò la figura del complottista, ma sicuramente questo cambio di direzione da parte della dirigenza di Facebook credo sia riconducibile al fatto che Facebook stessa stia procedendo alla creazione della sua coin. Per evitare un grosso conflitto di interessi ed evitare di tirarsi la zappa sui piedi, la vite è stata allentata.

Tirando le fila di questa breve riflessione, tutti sono pervenuti alla consapevolezza della “Coin proprietaria”, denigrando prima questa tecnologia, per poi sposarla e investendoci anche pesantemente. Chi vi ricorda? Inizia per J…

E anche questo fa pensare: Prima li denigri, poi li ignori, poi ti ci unisci.

Chi gioca per vincere, non perde mai!

Eros Luomoneros Silvagni


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