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Ieri sera la FED, la banca centrale americana, ha reso noti i verbali dell’ultima riunione del comitato esecutivo (il FOMC) che si è tenuta tra il 26 ed il 27 Luglio scorsi.

Come sempre quando ci sono delle riunioni di politica monetaria vengono comunicate in tempo reale le decisioni prese e circa tre settimane dopo vengono rilasciati i verbali della riunione con i dettagli e le motivazioni che hanno portato a prendere quelle decisioni.

Alla riunione di fine Luglio in realtà non è cambiato nulla, soprattutto a livello di tassi d’interesse che sono rimasti invariati al valore stabilito lo scorso Dicembre, vale a dire 0,50%.

Cosa è stato detto di interessante quindi ieri?

Prima di concentrarci su ieri dobbiamo fare un passo indietro alla conferenza stampa del presidente della FED di New York William Dudley che con le sue parole aveva aperto ad un possibile rialzo dei tassi da parte della banca centrale americana addirittura a Settembre.

Queste parole, pronunciate da una figura importante all’interno della Federal Reserve (Dudley oltre essere a capo della sezione di New York è anche vice presidente del FOMC) avevano allertato gli operatori del settore che le avevano interpretate come un primo segnale sulle prossime mosse della banca centrale americana.

Ieri i verbali del FOMC ci hanno dato una visione in parte in accordo ed in parte in contrasto con quanto detto da Dudley pochi giorni prima: in accordo perchè alcuni membri del FOMC sono concordi per un rialzo dei tassi a breve termine, in contrasto perchè questi sono i realtà la minoranza rispetto a quelli che affermano la necessità di avere nuovi dati prima di prendere una decisione così importante. Dati che ovviamente riguardano l’economia USA e quella internazionale.

La cosa interessante ed a cui prestare attenzione tuttavia riguarda le prospettive per l’economia americana che (ed in questo sono tutti d’accordo) continuerà la sua lenta ripresa nei prossimi mesi e questo permetterà, anche se non si sa quando, di allentare le politiche di stimolo all’economia che la FED ha applicato in questi anni post crisi del 2008.

Prossimo appuntamento il 21 Settembre ed a questo punto l’incertezza su quali saranno le prossime mosse della Federal Reserve è ai suoi massimi livelli. Su una cosa però i membri del FOMC non possono avere dubbi, e cioè sui numeri che arrivano dagli indicatori economici. Sia il mercato del lavoro (con i Non-Farm Payrolls di Luglio ben oltre le previsioni) che il Prodotto interno lordo (con i dati preliminari sul PIL relativo al secondo trimestre del 2016 in moderato aumento) dimostrano che la ripresa dell’economia americana c’è, anche se non è veloce come la FED vorrebbe.

Tutto rimandato di qualche settimana quindi: vi terremo sicuramente aggiornati.

Buon Trading a tutti

Il Manuale Del Trader Idiota


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