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Gli Smart Contract: grazie alla Blockchain sono entrati a far parte della quotidianità; ma cosa sono, come funzionano e che agevolazioni ci offrono?

Un po’ di storia

Negli anni novanta era sovente ricercare il numero seriale per poter utilizzare un Software senza necessariamente acquistare la licenza.

Questa era una maniera fraudolenta per bypassare i primi Smart Contract.

Ebbene si i cosidetti “contratti intelligenti” risalgono agli anni ’90 come sperimentazione, anche se i primi embrioni risalgono addirittura agli anni ’70.

Come abbiamo potuto capire uno Smart Contract non è altro che un programma che verifica la veridicità di determinate informazioni, e, di conseguenza, si comporta.

Infatti, rimanendo sul semplice, con l’esempio della licenza Software, il codice inserito (che a tutti gli effetti è una chiave digitale), a seguito dell’acquisto aveva una durata, alla scadenza della quale il programma diventava inutilizzabile.

In pratica questi Smart Contract non sono altro che la trasposizione in codice di un contratto in grado di verificare in automatico l’avverarsi di determinate situazioni e di eseguire automaticamente le operazioni dipendenti.

In questa maniera lo Smart Contract ha la necessità di un supporto legale per la sua stesura, ma non ne ha necessità per la sua esecuzione.

A questo punto si delinea già un lato estremamente positivo di questi contratti:

Essendo gestiti da un Computer, il risultato sarà sempre ed inequivocabilmente lo stesso qualora i dati inseriti siano corretti.

In pratica si ottiene una oggettività assoluta nell’applicazione di questo contratto.

Quindi gli Avvocati diventano dei programmatori?

No, certo che no, gli Avvocati o Notai, non sono chiamati a diventare abili programmatori, ma presteranno il loro sevigi agli sviluppatori al fine di redigere gli Smart Contract in maniera impeccabile.

Chiaramente questo codice sarà, e questa è la responsabilità dello sviluppatore, inespugnabile da parte di qualsiasi Cracker.

Non solo

Per poter eseguire i compiti a cui è preposto questo Smart Contract dovrà anche garantire che le fonti dei dati siano certificate ed affidabili e che la modalità di controllo di queste fonti sia certificata.

Ed ecco che per poter ottenere queste informazioni correttamente si ricorre alla Blockchain.

Ma il bello deve ancora venire, infatti con l’Intelligenza Artificiale si sta seriamente studiando di affrontare il discorso della Semantica per gli Smart Contract e Blockchain.

Vedo uno sguardo attonito nei vostri occhi: avete capito bene si, sto parlando di semantica, del significato delle parole.

In altre parole (la cacofonia è stata ricercata) si cerca di “insegnare” agli elaboratori il significato delle parole in modo da poter essere in grado di capire ciò che vuole una delle due parti.

Sembra fantascienza a guardarci con attenzione, ma non è cosi: se uno Smartphone grazie all’AI, riesce capire le nostre abitudini di utilizzo dello stesso, per una migliore ottimizzazione della batteria.

Direi proprio che possiamo insegnare anche la semantica ai computer!

Luomoneros pov (Point Of View)

Come sarà immaginabile supporre, sono estremamente favorevole all’utilizzo degli Smart Contract ricordiamo peraltro il capolavoro della kodak con il programma kodakone.

Rimango un tantino scettico sulla semantica in quanto, molte volte la stessa parola può avere due accezioni differenti nella stessa frase.

Ma l’essere umano è talmente intelligente che senza ombra di dubbio riuscirà a trovare il modo.

Speriamo solo che non insegni al computer come pensare, altrimenti siamo fritti!

 

Per questa settimana è tutto, a rileggerci alla prossima!

 

Chi gioca per vincere non perde mai!

Eros Luomoneros Silvagni

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