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Dopo mesi di negoziati la Grecia è finalmente vicina allo sblocco della nuova tranche di aiuti da parte del Fondo Monetario Internazionale e degli altri creditori. Il prezzo per questo accordo è però alto ed a pagarlo, ancora una volta, saranno i cittadini.

Lo stallo sulla terza parte del programma di aiuti (per un totale di circa 86 miliardi di euro) sembra essere passato grazie all’accordo annunciato nella mattinata di ieri in cui il governo di Atene ha fatto sapere di aver ceduto ad alcune delle richieste mosse dai creditori. Richieste che come ben sappiamo riguardavano principalmente la riforma delle pensioni ed una revisione fiscale, punti sui quali Alexis Tsipras ha ceduto dopo mesi di strenua lotta.

Le parti in gioco in questa vicenda sono la Grecia, il paese indebitato, l’Unione Europea ed il Fondo Monetario Internazionale che hanno il doppio ruolo di creditori e di “salvatori”. L’inizio della vicenda risale ormai a sette anni fa, era il 2010, quando il paese ellenico, nel bel mezzo della crisi del debito sovrano che ha colpito buona parte dei paesi europei, si è ritrovato in difficoltà. Il pericolo di non riuscire a rispettare più i propri impegni ed il conseguente rischio di default ha spinto la Grecia a ricorrere all’aiuto di cui abbiamo parlato sopra.

La tranche precedente risale al mese di maggio del 2016 e da allora è stato un continuo tira e molla tra i creditori che chiedevano le riforme ed il governo ellenico che non voleva concederle. La situazione si è protratta nel tempo fino ad arrivare a ieri, quando è stato annunciato il raggiungimento dell’accordo. In cambio di questi aiuti Alexis Tsipras si è impegnato ad una piccola revisione fiscale sulle soglie di reddito esenti da tasse (abbassata da 8.636 € a 6.000 €) e ad un taglio delle pensioni, più un’altra serie di interventi che verranno messi in atto se la Grecia non rispetterà alcune regole imposte dal Fondo Monetario Internazionale e dall’Unione Europea.

Ora, la domanda che viene da porsi è la seguente: sono passati sette anni dall’inizio di questa storia e nel frattempo l’economia dell’Eurozona ha fatto dei passi in avanti come ha confermato anche Mario Draghi la settimana scorsa. La Grecia invece, come dimostrano anche i dati sull’occupazione giovanile, resta sempre in una situazione stagnante. Basteranno queste riforme a far cambiare rotta all’economia greca? O la nuova tranche di aiuti servirà solamente a pagare i debiti contratti in precedenza ma non darà nessuna mano alla ripresa economica del paese?

Una volta rispettati i prossimi impegni con i creditori, quale sarà il futuro per i cittadini greci?

Sono domande che non hanno una risposta ora ma il dubbio che il futuro per la Grecia sia roseo, a guardare anche quello che è successo negli anni passati, è molto grande.

Buon Trading a tutti

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