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Una critica mossa spesso agli articoli è di essere auto-referenziali oppure pubblicati su blog che nessuno fila, solo per prendersi un momento di gloria, ma senza un pubblico all’altezza.

Insomma, sappiamo di blog anche presunti autorevoli che pubblicano delle notizie inutili o spesso anche fuorvianti, e questo è il motivo che ha portato l’ecosistema delle criptovalute a creare dei blog tracciati su blockchain con un sistema di indicizzazione molto particolare.

Prima di addentrarmi in questo vorrei però fare un distinguo che ritengo interessante.

L’informazione va sempre divisa fra puro giornalismo finalizzato quindi alla mera trasmissione di informazioni. E insomma, i giornalisti possono anche pubblicare migliaia di articoli ma alla fine l’impatto che avranno deriverà prevalentemente da quanto riescano a stimolare i lettori ad intraprendere azioni o valutazioni in merito al settore e quanto i lettori possano poi essere in grado di sviluppare un loro pensiero indipendente.
Da questo punto di vista, mi sento di dire che Marco Cavicchioli sia sicuramente uno dei migliori in Italia, grazie alla frequenza e alla puntualità con cui affronta i temi principalmente inerenti al mercato delle Criptovalute.
Vi è poi un’informazione interpretata, quella che mi piace chiamare divulgazione stimolante. In questo caso l’autore non si limita a trasmettere un’informazione, ma prova anche a darne un’interpretazione cercando quindi di dare una chiave di lettura tridimensionale al lettore.
Questo secondo tipo di informazione mi piace paragonarlo ai nostri occhi: due e distanti quanto basta per creare senso della profondità e dare quindi la terza dimensione a quello che vediamo, altrimenti assimilabile a uno schermo del cinema degli anni ’80.

E cosa potrebbe succedere se i lettori venissero pagati per leggere contenuti e premiare i più meritevoli?

E’ il caso, ad esempio, di Steemit, di Publish0x e Hive che danno la possibilità agli autori di scrivere liberamente su una piattaforma tematica e con contenuti talvolta registrati in blockchain.

E se devo scegliere, su quale devo andare?

Beh, il reperimento di informazioni è una cosa, il diventare autori è tutt’altra. Come diceva uno scrittore famoso “Di critici ce ne sono molti più che di autori. Ma i critici non producono quasi mai valore, gli autori sì”.
O almeno si spera che gli autori possano produrre valore.

Ecco che i blog sopra menzionati hanno proprio lo scopo di premiare gli utenti che scelgono di scrivere in sezioni tematiche, circondati da altri autori del settore e soprattutto che accettino di far registrare in maniera indelebile i loro contenuti.

In che modo?

Steemit registra il post creato in Blockchain (definitivamente quindi) dopo 7 giorni, dando così il tempo all’autore per eventuali rettifiche, integrazioni e correzioni. Una volta validato il post, “alea iacta est” ovvero il dado è tratto. Steemit premia in SteemDollars l’autore che pubblica e riceve like dagli utenti. Steemit paga unicamente tramite token del suo ecosistema, appunto il token Steem e lo SteemDollars. Se ne è parlato nella nostra rubrica in questo articolo. In questo caso il lettore però non può ricevere contributi, ma solo “upvotare” i post ritenuti interessanti e degni.

Un aspetto che ho trovato molto positivo di Steemit sono i vari livelli di autorizzazione alla gestione del profilo, ovvero il possessore dell’account che può gestire quindi anche le reward ricevute (Chiave Owner), un livello di scrittore (Chiave Posting), che però non può gestire la parte delle impostazioni dell’account. Queste le due cariche più importanti, ma c’è anche la Chiave Active, per gestire le reward e Chiave Memo per la gestione della messaggistica privata.

Anche Publish0x consente la possibilità all’autore di pubblicare i propri contenuti in un ecosistema bazzicato da altri autori nello stesso tema, che possono a loro volta portare contributi facilmente alla sezione o sotto-sezione in cui si sta scrivendo.

Publish0x fornisce inoltre la possibilità al lettore di ottenere criptovalute leggendo articoli premiando un autore, con il premio (Tip) che potrà essere trattenuta fino al 80% dal lettore stesso.

In Publish0x le ricompense NON vengono pagate in token nativi bensì in Ethereum, in Loopring o Basic Attention Token. Questo aspetto non va assolutamente sottovalutato in quanto Steemit abbiamo visto che paga in una sua moneta interna, probabilmente centralizzata.
Nel caso di Publish0x invece, 3 diversi tipi di valuta sono disponibili e soprattutto, non sono token nativi del progetto. Insomma, Ethereum, Basic Attention Token e Loopring sono delle monete di una certa caratura ormai.
Questo prevede che Publish0x debba avere un Business Plan che permetta il sostentamento atraverso magari la sponsorizzazione di aziende mediante post a pagamento e traffico pubblicitario. Niente di male: un po’ come Brave che vende spazi pubblicitari nel Browser redistribuendo le entrate con gli utenti stessi.

Hive è a tratti simile a Steemit, nel senso che è possibile bloccare Hive Power (HP): come per Steemit, rappresentano la reputazione che si guadagna con gli Upvote e i commenti ai post. Gli HP si possono convertire in Hive, si effettua un Power Down e si ricevono in 13 settimane la stessa quantità di Hive.

Hive Dollars (HBD): Stable-coin appoggiata al dollaro, quindi con valore 1. Possono essere trasferiti e utilizzati per gli acquisti. Oppure convertiti in Hive, la procedura richiede un tempo di 3,5 giorni.

Gli Hive Power possono essere utilizzati, in delega, come per lo staking: in questo modo si aumenta la reputazione di un utente e si possono avere delle reward sugli Hive power delegati. Paradossalmente esistono delle piccole aberrazioni per cui è possibile ottenere tanta visibilità anche se si è alle prime armi, con un piccolo investimento di denaro.

Perchè ho scelto dunque di avviare su Publish0x la mia comunicazione anglofona?

Per l’indicizzazione, per le reward che non sono in moneta nativa (e rendono dunque più credibile e duratura l’esistenza del social stesso) e soprattutto perchè c’è un bell’ecosistema di persone che trattano l’argomento così da potersi confrontare e contribuire assieme a sviluppare un ecosistema meritocratico! Insomma, oltre a dare la possibilità ai lettori di guadagnare criptovalute leggendo articoli, anche un ecosistema lungimirante e con appena un paio di anni di vita.

Questo l’ultimo articolo pubblicato su Publish0x, dove si troveranno contenuti più frequenti e che saranno solo in inglese, e fungeranno spesso da appendice tecnica per argomenti con trattazione più comprensibile per i lettori di Amicaborsa. Registratevi pure per iniziare a ottenere le vostre ricompense e poter votare i vostri articoli preferiti, fino a 6 articoli al giorno.

La partenza è ciò che ferma la maggior parte delle persone

Mike Zillo


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