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Mi capita spesso di leggere su Facebook della diatriba fra Cloud Mining, Mining domestico e noleggio di macchine in giurisdizioni con condizioni economiche favorevoli del Mining Criptovalute.

Dove sta dunque la verità?

Partiamo da qualche passo indietro. Perchè si dovrebbe ancora fare mining?

Fare mining lo ritengo un piano di accumulo nel tempo. Ogni giorno il proprio server ha la possibilità di ricevere delle ricompense per la risoluzione di un blocco della Blockchain e per validare le transazioni.

La domanda più frequente che ricevo infatti è: “Ma quanto mi rende?

Credo converremo sul fatto che è difficile stimare un rendimento del mining per vari motivi: la corrente per erogare il servizio viene pagata in valuta fiat, i computer vengono pagati in valuta fiat, ma poi producono criptovaluta. E la criptovaluta ha un valore fluttuante giorno per giorno, ora per ora, minuto per minuto, secondo per secondo. Ma anche la ricompensa per la validazione di blocchi e transazioni è variabile giorno per giorno, ora per ora e via così.

Dunque, come poter prevedere un rendimento di un’attività che ha un prezzo quantificato in valuta fiat e che produce un quantitativo variabile di moneta e che la moneta continua a cambiare valore?

Semplicemente non è possibile.

Il mining è un’attività potenzialmente redditizia, ma che va compresa e intrapresa una volta realizzato che rappresenta una possibilità valida per integrare un proprio piano di accumulo in criptovalute, poichè ci dà la possibilità di diversificare “i punti di ingresso”. Cosa intendo?

Supponiamo di avere un contratto di noleggio di potenza di calcolo della durata di 18 mesi.

Il servizio diventa operativo e a produrre quindi criptovalute. Supponiamo Bitcoin. Se il prezzo di Bitcoin sale, bravi tutti. Stiamo avendo un profitto momentaneo contro il dollaro. Dico momentaneo perchè per diventare un profitto reale dovremmo liquidare la produzione del mining. Ma il mining, come i piani di accumulo, non sono propriamente finalizzati alla continua liquidazione delle posizioni.
Se Bitcoin scende, vedo le persone disperarsi. Ma perchè? Se stiamo lavorando nell’ottica del medio periodo, perchè dovremmo farci influenzare dai movimenti di Bitcoin?

In verità, chi fa mining non dovrebbe mai interessarsi al prezzo di Bitcoin, ma semplicemente minare, cercando delle buone condizioni per farlo.

Come delle persone che ho sentito poco tempo fa che volevano carpire informazioni tecniche da me su quali apparecchiature fossero le migliori perchè, indagando pacificamente, volevano installarsele in casa. In Italia. A 0.22€/kWh. Bene, ma non benissimo.

Quando mi viene chiesto poi perchè abbiamo scelto di avviare una mining farm, la mia risposta è molto semplice. Anche noi vogliamo far parte dei validatori di alcune Blockchain e vogliamo portare il nostro contributo ad esse. Il nostro scopo è quindi trovare buone condizioni di mercato, rendendo il servizio ancora più conveniente. Parlo di convenienza e non di profittabilità, perchè credo ormai di aver spiegato a dovere il mio punto di vista in merito.

Ecco perchè il mining la ritengo per me, un’ottima strategia per integrare degli acquisti temporalmente suddivisi in Criptovalute.

Ho anche tenuto un webinar introduttivo del perchè e del “per-come” abbiamo scelto di sviluppare questa attività.

Puoi ancora darci un occhio da qua.

Se vuoi prenotare una consulenza per capire meglio come funziona il mining, una volta visto il webinar, vieni a trovarci nel Crypto Ivy Club.

A presto, con il prossimo articolo in cui proporrò un confronto tecnico fra i vari tipi di servizi di Mining.

La partenza è quello che ferma la maggior parte delle persone

Mike


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