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I tassi d’interesse sono una componente dell’economia con cui abbiamo a che fare ogni giorno, anche se non ce ne rendiamo conto.

Prestiti, carte di credito, rate, leasing: quando prendiamo del denaro a prestito, paghiamo chi ce l’ha prestato. Sempre. Esiste qualcuno che presta dei soldi così, senza un ritorno? No. (In realtà come vedremo in seguito ci sono alcune banche centrali che pagano per prestare denaro alle banche private ma ci sono delle ragioni legate alla politica monetaria ben precise. Lo vedremo in un secondo momento).

Non esiste una banca o un altro istituto che non si prende qualcosa indietro se ti presta dei soldi. Il principio è abbastanza semplice: io ti presto il denaro quindi non posso più usarlo, tu mi paghi il “servizio”. Il costo di questo servizio viene espresso come una percentuale annua che il debitore corrisponde al creditore.

Facciamo un esempio così da non confonderci già da subito: noi andiamo in banca, prendiamo un prestito diciamo di 10.000€. Nel momento in cui sottoscriviamo l’accordo con l’istituto di credito stabiliamo (mica noi, la banca) anche quanto dobbiamo pagare per aver preso in prestito il denaro. Diciamo per semplicità che sia il 5% all’anno.

Già qui abbiamo messo in risalto una prima caratteristica dei tassi d’interesse: vengono di solito espressi su base annua. Quel 5% che abbiamo accettato come condizione significa che per un anno di prestito dobbiamo ridare alla banca, solo di interessi, 500€ (10.000€ x 5/100).

Moltiplichiamo l’interesse che paghiamo in un anno per il numero di anni della durata del prestito ed abbiamo quanto ci è costato prendere quei soldi.

Fino a qui il discorso è piuttosto semplice, magari non ci facciamo tutti questi calcoli quando apriamo un finanziamento o un fido ma è comunque qualcosa che succede nella vita di tutti i giorni.

Ma noi non siamo gli unici ad avere bisogno di liquidità. Dove prendono le banche i soldi che poi prestano a noi? È qui che entrano in gioco le banche centrali. Gli istituti di credito vanno a prendere i soldi dalle banche centrali che, ovviamente, li prestano a determinati tassi d’interesse.

La politica monetaria è in mano agli istituti centrali: BCE per la zona Euro, FED per gli Stati Uniti, Reserve Bank of Australia, Bank of England, Swiss National Bank. Sono loro che gestiscono l’economia dei paesi che controllano. E la decisione dei tassi d’interesse da applicare è proprio alla base di questo controllo.

Quando sentiamo nominare i tassi nel calendario economico piuttosto che in una conferenza stampa del presidente della BCE Mario Draghi o del presidente FED Yellen, ci riferiamo proprio a questo: quanto le banche devono pagare su base annua per prendere in prestito denaro dalle loro banche centrali.

È importante capire questo concetto perchè gli interessi che noi, cittadini o aziende, paghiamo alle banche per i nostri mutui o qualsiasi altra forma di credito, dipendono proprio dal tasso base che loro pagano alle banche centrali.

Abbiamo detto che questo è il sistema principale con cui le banche centrali possono intervenire sull’economia del paese: se è positiva ed in crescita è possibile alzare i tassi perchè significa che quegli interessi possono essere pagati. Il contrario è se l’economia sta faticando: abbassandoli è possibile intervenire per dare un supporto alla situazione.

Un rialzo quindi viene visto in maniera positiva per il paese che lo ha attuato: pensiamo per esempio al Dollaro, uno delle ultime valute in ordine di tempo ad aver subito un aumento dei tassi arrivando allo 0,50%. Se il Dollaro si rafforza l’impatto non è solo sull’economia americana ma in tutto il mondo. Pensiamo solamente a tutti quegli strumenti quotati in dollari, per esempio le materie prime.

Il prezzo delle materie prime è sensibile alle variazioni della valuta in cui vengono quotate e di conseguenza questo avrà impatto anche su quei paesi la cui economia si basa sulla loro esportazione.

È solo una delle implicazioni che una decisione del genere può avere.

Volendo pensare a cose più vicine a noi basta fare riferimento ai mutui a tasso variabile, che variano al variare di indici (come per esempio l’Euribor) direttamente legati ai tassi d’interesse della BCE.

Avremo modo di approfondire l’argomento.

Buon trading a tutti

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