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Selv la nuova applicazione di IOTA, nonostante sia ancora in versione beta e a tutt’ora in versione demo, potrà aiutare il mondo a risollevarsi dal Lockdown. Vediamo come.

Ancora una volta ci troviamo a parlare di questa disastrosa pandemia e come Selv App possa aiutarci.

Questa volta si parla di come le aziende, una in particolare, sta cercando di offrire benefici a tutti gli abitanti del mondo mediante le proprie caratteristiche e una app.

Il Lockdown ha causato una grossissima caduta della microeconomia e il riavvio di tutte le attività è rallentato dai governi al fine di evitare una recidiva.

A tutto questo si aggiunge l’impossibilità di valicare i confini senza l’attuazione di restrittivi protocolli di quarantena.

A tal proposito si è proposta IOTA con la sua App Selv.

Prima di affrontare il funzionamento di questa app e di tutto ciò che sottende accorre accendere i riflettori sull’innovazione di IOTA in fatto di Blockchain: il protocollo Tangle.

Come tutti sappiamo la Blockchain si basa su un consenso sequenziale dei blocchi e vari elaboratori concorrono per trovare la soluzione più probabile.

Essendo i calcoli molto complessi sono necessarie batterie di macchine dotate di processori particolari denominati Asic che sono estremamente energivori.

IOTA ha invece implementato un sistema, non più binario come quello della Blockchain, ma ternario (in base 3): molto meno complesso, mantenendo una certa sicurezza.

Una persona attenta potrebbe asserire che IOTA, quindi, non ha una Blockchain

Esattamente, IOTA non possiede una vera e propria Blockchain, ma un DLT (Distribuited Ledger Technologies) nel quale le transazioni vengono registrate e validate mediante questo sistema.

Altro punto estremamente importante di questo tipo di DLT è che la validazione non è sequenziale, ma parallelo: in pratica la validazione non spetta ad uno solo, ma da più validatori.

Viene da sé che non si potrà mai avere una validazione centralizzata come potrebbe avvenire per la Blockchian tramite pool di Miners.

Inoltre non essendo disgiunta la figura di nodo/utilizzatore, chiunque può essere scelto per validare una transazione: in questo modo non ci sono costi!

Veniamo all’applicazione.

Come è facile immaginarselo, questa app è open source, quindi il codice è aperto a tutti e da tutti modificabile.

Lo scopo è la possibilità di ampliare le potenzialità del Software e poterlo adattare ai vari stati.

La prima nota fondamentale è che questa applicazione rispetta appieno i protocolli europei sulla Privacy GDPR (European General Data Protection Regulation).

Tutti i dati, una volta verificati, sono registrati su un DLT per avere una decentralizzazione con delle chiavi pubbliche e private per definire le classi di accesso.

A questo punto tutti i dati, registrati anche sul proprio dispositivo, crea le chiavi di accesso: queste saranno trasmesse a chi le richiede, solo a discrezione del titolare e non da un soggetto qualunque.

In pratica si ottiene un Identità digitale univoca e verificata con la quale posso avere libero accesso a qualsiasi cosa.

Lo stesso si può effettuare anche per le società e i beni materiali, ad esempio gli edifici.

Ma avete ben capito di che cosa stiamo parlando? Della potenzialità di questa cosa?

In pratica con un codice alfanumerico io sono io e nessuno può confutare la mia identità e non può assolutamente eseguirne un furto.

La cosa straordinaria è che non avremmo più nessuna necessità di Password/Nickname e altre credenziali d’accesso.

Con un semplice qrcode il Server sa che sono io e non si deve preoccupare di come mi chiamo dove abito, quanti anni ho.

Il codice è verificato quindi al Server che richiede il Log-in non deve interessare null’altro!

In questo caso diventiamo a tutti gli effetti i veri proprietari dei nostri dati solo in base alla nostra volontà possiamo condividerli con chi ce li richiede.

Questo tipo di applicativo può addirittura limitare l’accesso ai dati semplicemente al fatto che un soggetto possegga o meno un documento senza esibirlo: saremo noi a volerlo mostrare o meno!

Come per tutte queste informazioni che, ovviamente, dovranno fare riferimento a dei documenti legalmente veritieri, giungiamo al CoVid-19.

Stesso procedimento si utilizza per la definizione della positività o meno al virus, in questo modo le migrazioni transfrontaliere di lavoro sono molto più snelle.

La presenza di un documento medico e la sua visibilità (è assunta la sua veridicità sottesa da opportuni esami specialistici) potrà decretare il transito o meno.

L’applicazione, l’ho scaricata per vedere esattamente come funziona, ma al momento è in formato demo e i dati identificativi del soggetto vengono inseriti in modalità casuale.

Qui il link dell’app se qualcuno vuole approfondire e Qui il White Paper di IOTA in merito all’identità digitale.

Di fatto, però, seguirò molto da vicino i progressi di questa applicazione in quanto l’identità digitale mi interessa molto.

Buon Crypto Ternario Week End

Chi gioca per vincere, non perde mai!

Eros Luomoneros Silvagni

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