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Buongiorno amici, eccoci arrivati al sedicesimo appuntamento della Ivy Crypto of the Week. Oggi non parliamo di una Criptomoneta, ma di una Moneta Cartacea di cui molte persone hanno tanti bei ricordi d’ infanzia, la Lira italiana.

Per prima cosa, andiamo a vedere le sue origini e il suo corso storico. Wikipedia può già darci buone indicazioni.

“La Lira è stata introdotta da Carlo Magno nel Medioevo con la riforma monetaria carolingia e divenne riferimento del nuovo sistema monetale.
La prima ad adottare la Lira fu successivamente la Repubblica Serenissima di Venezia nel 1472, sotto il dogado di Nicolò Tron, quando venne coniato per la prima volta un pezzo da 20 soldi chiamato Lira Tron.
Le lire cominciarono quindi a diffondersi anche in altri Stati preunitari e già nel 1474 a Milano il duca Galeazzo Maria Sforza fece coniare una moneta d’argento da una lira. Altre monete dal valore di una lira vennero coniate anche nel 1498 nella Repubblica di Genova, nel 1539 nel Ducato di Firenze, e così via.” Fonte Wikipedia

Nel 1861 con l’ Unità d’ Italia la Lira diventò a tutti gli effetti la Valuta Italiana e l’ anno seguente venne emanato un decreto che stabilì la messa fuori corso di tutte le altre monete circolanti nei vari Stati preunitari entro la fine del 1862.
La Lira venne ritirata definitivamente il 1 marzo 2002.

Differenze principali fra la Lira e le Criptomonete

– La Lira veniva stampata da Banca d’ Italia mentre Bitcoin non viene emesso dalle Banche Centrali dei Paesi dove circola. Bitcoin viene erogato come reward per la validazione dei blocchi della Blockchain.

– La Lira poteva essere rubata o contraffatta. Bitcoin non può essere contraffatto, ma anch’ esso può essere rubato, come nel caso di Mt.Gox, un Exchange giapponese di criptovalute che nel 2014 ha denunciato il furto di 850.000 BTC (del valore di circa 450 milioni di dollari di allora).

– La Lira veniva accettata dal cittadino italiano e dagli Stati aderenti a specifici trattati internazionali. L’ adozione di massa di Bitcoin è ancora lontana, per adesso non viene riconosciuta dalla maggioranza dei cittadini e negozi anche se la diffusione sta aumentando.

– Bitcoin non richiede intermediazione: chi ottiene la moneta ha un modo sicuro di mantenerne il possesso, senza doverla prestare a una banca: è perciò il reale proprietario della propria moneta, non un creditore di una banca.

– I tempi e costi di transazione per I trasferimenti delle Lire italiane erano molto alti ed era sempre necessario un intermediario, a meno di un trasferimento di contanti. I costi e tempi di trasferimento di Bitcoin sono molto bassi e con l’ avvento del Lightning Network quasi nulli.

– Con la Lira era necessario fidarsi di un ente che garantisse il valore del denaro scambiato, con Bitcoin non c’è bisogno. Viene accettato e validato dalla sua Blockchain.

– La Lira poteva essere sequestrata, ma anche Bitcoin. Ci sono state alcune inchieste giudiziarie che hanno portato al sequestro di criptovalute provento di azioni criminali o illecite. L’ anno scorso l’ equivalente di 15 milioni di Euro in Bitcoin sono stati spostati dalla piattaforma italiana di cambio di criptovalute BitGrail su un nuovo indirizzo, in attuazione del provvedimento del Tribunale di Firenze che disponeva il blocco della piattaforma, il sequestro del suo patrimonio e la nomina di un curatore dello stesso. Un altro caso di cui si è molto discusso è Silk Road.

– Cambiare la Lira in qualsiasi altra valuta fiat aveva commissioni di cambio ben superiori a quelle per convertire le Criptovalute fra di loro e che ci spiega Zillo nel suo Corso Primo Assaggio.

– Con la Lira lo Stato aveva maggiori strumenti di controllo sull’economia. Anche se con la criptovaluta si può pensare che venga lasciato spazio a un più efficiente equilibrio di libero mercato, in realtà non è così. I grandi possessori di Bitcoin possono influenzare quando vogliono il valore della moneta attraverso grandi acquisti e/o cessioni.

– Con la Lira c’era il rischio di spirali inflattive, bolle speculative e cicli di boom e recessione, che comportavano instabilità ed inefficienze. Bitcoin o la criptomoneta in generale attenua questo rischio, anzi viene usata maggiormente laddove c’è un’ alta inflazione. Si veda il Venezuela, che ha registrato proprio in questo ultimo anno solare un picco di utilizzo del Exchange locale Localbitcoin. I venezuelani hanno dunque utilizzato Bitcoin per mantenere il loro capitale al sicuro dall’iper-inflazione che ha colpito il Paese.

– La Lira veniva scambiata quotidianamente su altri mercati ed I Titoli di Stato venivano acquistati da molti Paesi esteri, facilitando quindi l’ impiego della nostra valuta. Anche Bitcoin valica I confini e può essere accettato in tutto il mondo.

Dall’ entrata dell’ Euro purtroppo I salari non sono aumentati con una conseguente perdita di potere di acquisto degli italiani a causa dell’ aumento dei costi dei servizi primari. Ricordo infatti con piacere (e anche un pizzico di nostalgia) che quando ero adolescente con la mia famiglia partimmo un’ estate per il Salento. Andavamo spesso a Torre Lapillo, vicino Porto Cesareo, sul Mar Ionio, un posto meraviglioso. Da Verona a Lecce sono 1000 km esatti e mi ricordo che mio padre aveva appena comprato una macchina col motore diesel JTD. Prima di partire mise 50.000 lire di gasolio, il serbatoio era pieno e con quei soldi arrivammo fino a destinazione senza fermarci al distributore.

Quelli si che erano soldi!

Avevi 50.000 o 100.000 lire in mano e ti sembrava veramente di essere ricco. Effettivamente il potere d’acquisto era ben più rilevante dell’attuale equivalente in Euro.

Che ricordi avete della Lira? E soprattutto, in cosa pensate che le Criptomonete potrebbero apportare evoluzioni e vantaggi alla nostra comunità?

Ci vediamo la prossima settimana con un’ altra moneta. Nei prossimi giorni lanceremo il sondaggio per la votazione delle prossime due “IVY Crypto of the Week”. Venite nel Club per ottenere il diritto di voto!

guadagnare assieme

PS. Ovviamente questo post non ha nulla a che fare con Liracoin. Ma questa è un’altra storia.

Un vincitore è un sognatore che non si è mai arreso.

Alberto Vischio


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