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La Blockchain e i diritti d’autore una siae digitale. Il caso Kodakone e Kodakcoin sono l’esempio concreto di come si possono sfruttare gli Smart Contract

Buon giorno a tutti cari Criptomani, vi scrivo con in sottofondo una tranquillizzante risacca marina.

Sono nel versante est del nostro caro mare Adriatico, non la sentite?

Fa da accompagnamento ad un inebriante profumo di salsedine!

Ebbene sì, sono in un distaccamento ex italiano, a me molto familiare, della Croazia: l’Istria!

Ora che vi siete rifatti gli occhi passiamo a qualcosa di alquanto interessante: la tutela/gestione delle proprietà intellettuali, meglio conosciute come diritti d’autore tramite l’utilizzo della Blockchain.

Ho già scritto sulla Blockchain un po’ perché la ritengo un’invenzione “fotonica” e un po’ perché, come ho scritto qui, diventerà un movimento culturale, un modo di pensare superiore, con o senza le Criptomonete.

Bene iniziamo

“Il copyright esiste automaticamente creando un’opera originale, il che significa che non c’è un modo adeguato per gli autori di registrare le loro opere, contrariamente a quando utilizzano altri marchi registrati che sono depositati su vari registri”

Questo è quanto asserisce Frank Peters, Blogger di Dissertion Writing Service e Confidentwriters,

La trasposizione

Come già sappiamo, la Blockchain è autonomamente in grado di gestire i diritti digitali e le transazioni di proprietà intellettuale; questa abilità la dobbiamo all’utilizzo degli Smart Contract.

Le informazioni conservate in questa tecnologia permettono di stabilire accordi, farli rispettare e addirittura dare il compenso in tempo reale ai legittimi proprietari.

Pioniera in questo argomento è la Kodak Company che ha istituito la gestione del diritto di immagine sfruttando questa tecnologia.

Secondo Michael Colt, Business Writer di Popular Biographies e Paper Writers for hire, le aziende possono migliorare i loro diritti nella Governance quotidiana e nella gestione delle transazioni.

Questo potrebbe essere possibile eseguendo un controllo sulla proprietà intellettuale qualora l’organizzazione ha il diritto legale di entrare in contatto con registrazioni di proprietà intellettuale complete.

Ciò fornisce una protezione contro la responsabilità derivante dalla violazione dei diritti a causa di una Governance inadeguata e rafforza il riconoscimento dei beni creati all’interno dell’impresa (una banca dati)

La chiave di volta

se me lo permettete questa caratteristica intrinseca della Blockchain è proprio la chiave di volta: i blocchi della “catena” una volta scritti non possono essere più modificati, quindi riportano chi, quando e dove sono stati validati.

A questo punto il “gioco” è fatto perché non ci sono più incertezze su chi ha inventato cosa e non solo, anche chi consulta questi blocchi viene registrato, quindi si sa chi ha avuto accesso a queste opere.

Creazione di prove di proprietà

La tecnologia Blockchain fornisce elementi che provano la proprietà intellettuale non registrata come i diritti d’autore e i diritti su disegni, in quanto dimostra l’uso, lo stato, la concezione e i requisiti di qualificazione.

La Blockchain mostra l’originalità e il paese che per primo ha commercializzato l’opera qualunque essa sia e che sia registrata o meno.

Per certi versi è la registrazione di un’opera non registrata, in quanto Berna (convenzione del 1886 ndr) non permette la registrazione di diritti di proprietà non registrati.

Vi chiarisco meglio il gioco di parole:  Berna non custodisce (registra) opere senza la registrazione dei diritti d’autore.

In questo modo si tutela la “paternità” di una qualsiasi invenzione senza necessariamente investire dei denari per una ufficializzazione dei diritti d’autore.

Anticontraffazione e applicazione dei diritti intellettuali

Come abbiamo spiegato, un registro Blockchain è in grado di fornire dati del progetto quali, ad esempio, chi è il proprietario e altri dettagli necessari alle autorità per poter effettuare il controllo di conformità o contraffazione del bene in questione.

Tutto ciò è possibile in quanto la tecnologia, oltre a registrare il progetto, ne registra anche i dettagli delle materie prime, tutto il processo di produzione e il luogo di produzione.

In altre parole la Blockchain sta diventando popolare in quanto offre la possibilità di autenticare la provenienza e garantisce alle autorità e i consumatori, l’autenticità del prodotto.

LUOMONEROS POV (POINT OF VIEW)

Da quanto avete letto fin qui, direi che gli argomenti e i concetti sono chiari come l’acqua di fonte: i registri della Blockchain, per come sono strutturati riportano dati importantissimi per la registrazione delle origini di un qualsivoglia progetto, senza necessariamente la realizzazione.

La potremmo considerare una cassaforte delle idee, anzi un’inespugnabile cassaforte delle idee!

KODAKONE

Volevo portarvi a conoscenza di un’azienda nota a tutti (ricorderete senz’altro tutti il famoso slogan “ciribiribi kodak!”) che non è stata con le mani in mano.

Anzi si è rimboccata le maniche e tra la fine del 2017 e i primi del 2018 ha dato vita ad un importante progetto.

Come tutti sanno la pellicola fotografica, con l’avvento del digitale, ha subito un grandissimo calo nelle vendite, e solo pochi nostalgici continuano ad utilizzarla.

In questo frangente la Kodak Company cosa si è inventata, visto che oltre 80% delle immagini presenti in rete violano la legge sui diritti d’autore?

Sfruttiamo la tecnologia Blockchain per tutelare i diritti d’immagine dei fotografi e delle agenzie fotografiche.

In che modo?

Semplicissimo, in parallelo alla piattaforma KodakOne, la Kodak Company ha varato una propria criptomoneta la KodakCoin.

Così facendo, a fronte dell’investimento di alcune Coins, si acquista il diritto di poter pubblicare l’immagine e queste monete vanno poi al titolare del diritto.

Nota bene, in questo modo non si acquistano i diritti sull’immagine, ma l’autorizzazione a pubblicarla.

Questa pensata, alla Kodak, gli è valso un profitto di quotazione in borsa di circa il 40%, ciò significa che il mercato e ancor più in dettaglio, le persone, sono sensibili e favorevoli all’utilizzo di questa nuova tecnologia.

Tramite questa applicazione della Blockchain mi ricollego al mio articolo relativo all’utilizzo, appunto, della Blockchain con la scatola nera dei veicoli.

Affinando l’utilizzo di questo strumento, si tutelano i diritti delle case costruttrici che hanno realizzato il database mediante le rilevazioni di tutte le scatole nere.

Si avete capito bene, anche per i data base ci sono i diritti d’autore e, il titolare è l’azienda che lo ha redatto.

Bene cari lettori, questo articolo è stato un po’ più lungo degli altri, ma sono sicuro che non vi ha annoiato in quanto non ho parlato di quello che si potrebbe fare con la Blockchain.

Qui ho spiegato come si fa e chi già lo sta facendo: la Kodak, azienda d’elite nella produzione di pellicola fotografica e che ora si è schierata dalla parte dei fotografi!

Per questa settimana è tutto, ci leggiamo alla prossima con un altro argomento!

Buon Crypto saluti istriani a tutti!

Eros Luomoneros Silvagni

Chi gioca per vincere non perde mai!

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