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La Cina è decisa a giocare un ruolo sempre più da protagonista nel mercato dell’Oro con l’introduzione di un nuovo contratto derivato che prevede la copertura completa del sottostante. Il sistema attuale, quello della “carta”, rischia di non esistere più da qui a qualche anno.

Il mercato dell’Oro è diviso in due grandi aree: quello del metallo fisico e quello degli strumenti finanziari che ad esso sono collegati (ne abbiamo parlato anche noi qui su Amica Borsa, puoi trovare l’articolo a questo link). Sul mercato dei derivati viene scambiata una quantità di sottostante che in realtà non è presente sul pianeta e quindi i contratti futures non hanno la stessa valenza dell’Oro fisico, ovviamente.

Questa differenza la conoscono bene le banche centrali, soprattutto quella cinese, che negli ultimi anni ha messo in piedi una politica di accumulo di Oro fisico. Il paese asiatico però sta andando oltre: dopo aver stabilito un prezzo ufficiale per l’Oro nella sua valuta locale, lo Yuan, si appresta a lanciare un contratto derivato che assicura la completa copertura del sottostante.

Spieghiamoci meglio.

Come ben sappiamo i contratti futures prevedono, alla scadenza, l’acquisto o la vendita del sottostante fisico. Questo non avviene quasi mai dal momento che le posizioni vengono liquidate in precedenza ma in linea di principio, chi ha venduto, dovrebbe essere in grado di garantire la quantità di Oro (o di grano piuttosto che di petrolio) a chi ha comprato.

Con il nuovo contratto (che verrà scambiato sulla borsa di Hong Kong), tutto questo non sarà più possibile. Chi vuole vendere infatti deve prima depositare il corrispondente Oro presso la borsa, deve cioè coprire completamente la posizione alla scadenza del contratto.

Questo nuovo strumento sarà quotato sia in Yuan che in dollari USA, avrà come sottostante barre da 1 kilogrammo di Oro e verrà scambiato per 16 ore al giorno in modo da rimanere aperto anche durante la sessione americana.

Con questa mossa la Cina vuole diventare ancora più protagonista in un mercato che da sempre è al centro degli interessi finanziari mondiali. Dal momento che il prezzo dell’Oro ad Honk Hong, una volta convertito in dollari, sarà generalmente più alto rispetto al corrispettivo americano il rischio è che gli operatori inizino ad acquistare in america per poi rivendere, a prezzo più alto, in Cina.

Ma visto che come abbiamo detto non esiste un quantitativo di Oro tale da poter coprire tutti i futures americani in circolazione, c’è l’eventualità che si arrivi ad un punto in cui non sarà più possibile far fronte a tutte le richieste con il rischio di default delle borse statunitensi.

Vedremo nei prossimi mesi se sarà veramente così o se dagli USA metteranno in campo qualche cambiamento. Una cosa è certa: il mercato dell’Oro cambierà e la Cina avrà un ruolo sempre più da protagonista.

Buon Trading a tutti

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