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La Russia è il primo paese al mondo in quanto a produzione di Petrolio (dati aggiornati al 2016) e la sua economia, fortemente dipendente dal prezzo del greggio, ha passato momenti difficili negli ultimi anni. Ora la situazione sembra essere cambiata ma se l’Opec giovedì non troverà un accordo i tempi bui potrebbero non essere finiti.

Ripetiamo spesso che il mercato del Petrolio è uno dei più importanti al mondo per via degli enormi interessi che ci girano intorno. Ci sono nazioni, come il Venezuela, che basano la propria economia quasi interamente sull’esportazione del greggio e quando il prezzo scende (come accaduto dal 2014 al 2016) iniziano le difficoltà. È successo così anche per la Russia, il primo produttore al mondo di Petrolio (poco sopra l’Arabia Saudita), che negli ultimi anni ha dovuto fronteggiare una recessione da cui sta uscendo solamente negli ultimi mesi.

Secondo le recenti stime del Fondo Monetario Internazionale il PIL russo crescerà del +1,4% quest’anno: un risultato non da poco, ottenuto grazie a mosse mirate da parte del governo di Mosca come la riduzione del deficit di bilancio, la privatizzazione di alcune aziende pubbliche e la ristrutturazione delle riserve di valute straniere, molto importanti per coprirsi dalle fluttuazioni del mercato.

Il problema, com’è facile immaginare, è la forte dipendenza dell’economia russa dalle esportazioni di Petrolio. È normale quindi che le difficoltà incontrate dal greggio negli ultimi anni (con il prezzo che all’inizio del 2016 ha toccato un minimo di 26 $ al barile) abbiano avuto ripercussioni così forti sul paese sovietico.

Il Fondo Monetario Internazionale “ha fatto i complimenti” alla Russia per le manovre correttive e per i risultati ottenuti ma allo stesso tempo ha messo in guardia Mosca circa i rischi futuri legati ad un’economia così dipendente dal Petrolio. Le riforme messe in campo fino a questo momento vanno bene, ma serve una ristrutturazione più profonda che permetta al paese sovietico di non soffrire in caso di eventuali nuovi crolli del prezzo del greggio.

Questa storia ci ricorda ancora una volta di quanto importante sia il Petrolio nell’economia mondiale e degli enormi, per non dire infiniti, interessi che ci girano intorno. Ecco perchè una situazione come quella attuale non è sostenibile a lungo termine e l’Opec, che giovedì si riunira a Vienna, è chiamato a prendere una decisione sul prolungamento dei tagli di produzione già messi in campo dall’inizio dell’anno. In ballo c’è il futuro economico di intere nazioni.

Ancora qualche giorno e ne sapremo di più.

Buon Trading a tutti

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