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Una panoramica su un mondo parallelo che, grazie alla struttura della Blockchain, crea una vera e propria sinergia

Le App tradizionali

Come qualsiasi persona che utilizza gli smartphone, conosciamo perfettamente le App (troncamento di Application o applicazione).

Sullo Store ce ne sono un infinità, da quelle a pagamento (come i programmi per PC) a quelle gratuite con la postilla “acquisti in app” e solitamente le funzioni principali sono a pagamento.

Questa richiesta di denari è necessaria al fine di sostenere gli sviluppatori, in quanto scrivono righe di codice per professione, e le aziende che distribuiscono questi Software.

Proviamo a dare una connotazione alle App, per così dire tradizionali:

  • Programmate e aggiornate da poche persone
  • Gratuite (o a pagamento) e identiche per ogni utente finale
  • “conservate” in una determinata area geografica su dei server centralizzati

Fissati questi punti necessari al fine di diversificarle dalle Dapp, vediamo in che cosa consistono e si differiscono queste particolari applicazioni.

La definizione di dApp

“Si definiscono applicazioni decentralizzate (Dapp, o dApp), tutte quelle applicazioni che operano su un sistema computazionale distribuito (ossia un insieme di computer dislocato in parti differenti della Terra)”

Adesso si parla sovente delle Dapp che sembrano abbiano avuto origine con l’avvento della Blockchain, ma non è cosi.

Chi si ricorda di BitTorrent? Quell’applicazione che permetteva la condivisione di file conservati su vari elaboratori presenti sulla terra?

Ebbene questa applicazione si basa sul peer-to-peer, ovverosia lo scambio di informazioni tra nodi.

Più semplicemente ogni elaboratore integrato nella rete non ha gerarchia, si può comportare sia da Server che da Client, nel senso che può fornire o richiedere informazioni.

Allora per quale motivo, se è da un pezzo che esistono e funzionano queste applicazioni, hanno avuto uno sviluppo quasi esponenziale con l’avvento della Blockchain?

La risposta contiene ben due motivi: il primo perché la Blockchain è di per sé una rete P2P, e poi perché risolve il problema di sostenibilità duratura nel tempo.

Cercate di seguirmi

Un’applicazione chiamiamola “classica” per sostenersi (o meglio per sostenere gli sviluppatori o la Software House) ha bisogno della pubblicità e degli introiti da essa generata, o di finanziatori che patrocinino lo sviluppo.

Per le app (più precisamente chiamate appunto dApp) che si avvalgono della Blockchain per l’utilizzo della rete P2P il discorso è diverso.

Ci sono gli Smart Contract ed i consensi distribuiti che provvedono all’autosostentamento dell’applicazione.

Lo sviluppatore che l’ha originata potrebbe decidere di non proseguire per svariati motivi, ma lo Smart Contract che la sottende continuerà all’infinito.

Non è detto che un altro sviluppatore, a distanza di anni, decida di continuare lo sviluppo dell’applicazione.

E la Blockchain provvederà ai compensi di ciascuno intervenga, per la precisione

  • Gli Sviluppatori che hanno scritto, scrivono e scriveranno il codice;
  • I manager che provvederanno alle operazioni di marketing;
  • Tutti gli utenti pagheranno per l’utilizzo del software e potranno guadagnare una volta che decidono (e ovvimente ne abbiano le capacità) di contribuire allo sviluppo.

Così facendo però occorre puntualizzare un fatto: l’applicazione non ha un proprietario, avrà un inventore, un fondatore, ma non un proprietario.

Le ricompense che verranno fruite ai partecipanti allo sviluppo saranno ovviamente dei Token.

Questi poi saranno tramutabili in Criptomonete e successivamente in valuta corrente.

In alcuni casi le ricompense sono vere e proprie Criptomonete.

Dopo tutta questa teoria è giunto il momento di verificare con mano quanto ho spiegato.

Per farlo vi vado a spiegare alcune dapp che funzionano egregiamente e sono sotto gli occhi di tutti.

Cindicator e Friendz

Cindicator è una dapp che funziona tramite un account abilitato sul sito Cindicator.

Ci si iscrive e una volta confermata la registrazione siamo già pronti per poter guadagnare dei Token cnd.

In che modo?

Semplicissimo si scarica la dapp sul telefono, e una volta loggati siamo pronti per la sfida.

Il “gioco” se così si può chiamare, consiste nel dare correttamente delle risposte di trading sulle Criptomonete

Il mercato farà il resto, se siamo stati degli attenti lettori dei grafici avremo una ricompensa in Token.

Nel caso avessimo dato delle risposte non precise o addirittura errate, sappiamo che dobbiamo rivedere le nostre strategie di Trading.

Da notare che sia in un modo che nell’altro non si va a perdere in nessun modo.

Infatti se le risposte sono giuste guadagnamo dei Token, mentre se sono sbagliate perfezioniamo il nostro stile di Trading GRATUITAMENTE!.

Altra dapp degna di nota è Friendz.

Questa app è basata sulle fotografie, ma non si limita allo “sterile” pubblicarle.

In questo caso vengono istituiti dei concorsi dove, tramite la fotografia, vengono redatti degli spot pubblicitari.

Pensate che nel giro di pochi anni hanno ottenuto delle sovvenzioni non indifferenti.

Se consideriamo l’età media di chi ci lavora scoppiamo di invidia: 23 anni!

Questa app si basa sui social ma non per pubblicare selfie della nostra domenica al parco.

No, No…

Si fanno degli scatti come campagna pubblicitaria per delle aziende!

I gestori dell’app definiscono l’oggetto e l’azienda e tutte le persone registrate pubblicano una fotografia sui social.

Risultato

Il prodotto ha fatto il giro del mondo a costi decisamente bassi, e in base ai likes che le immagini pubblicate ricevono, gli autori vengono ricompensati con dei Token.

Questi Token sono spendibili negli e-commerce che aderiscono al circuito.

Sono stati geniali ‘sti ragazzi, davvero.

Non vi chiedo nemmeno la conferma perchè so di dire la verità.

Dopo queste concitate righe di spiegazione per questi progetti a dir poco strabilianti, ritorniamo alle ultime battute di teoria.

Anche per le dApp ci sono delle classificazioni:

  • Tipo 1: posseggono una loro blockchain e utilizzano l’asset originario di questa per funzionare
  • Dapp di tipo 2: utilizzano un protocollo della blockchain delle Dapp di tipo 1
  • Dapp di tipo 3: utilizzano il protocollo delle Dapp di tipo 2

Questa differenziazione è necessaria in quanto varia il loro stesso funzionamento e, di conseguenza i protocolli che si utilizzano.

Così facendo si dà la possibilità agli sviluppatori di poterle programmare nella maniera corretta, ed eventualmente farle interagire senza errori.

Anche questa volta abbiamo scoperto un lato nascosto della Blockchain che, grazie alla sua struttura, ripartisce in maniera meritocratica le competenze dei soggetti che ruotano attorno ai vari software.

Non solo

Che lo riteniate giusto o meno, non attribuisce la proprietà di una applicazione, infatti essendo modificabile da tutti (ovverosia Open-Source) la considera patrimonio (lo definisco tale perché produce ricchezza sia per chi la sviluppa che per chi la utilizza) di tutti coloro che ne traggono beneficio.

A rileggerci alla prossima settimana

Cripto decentralizzati saluti a tutti

Chi gioca per vincere non perde mai!

Eros Luomoneros Silvagni

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