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“L’Europa è sulla giusta strada ma è ancora troppo presto per cantare vittoria”. Potremmo riassumere così il concetto espresso da Mario Draghi lunedì scorso di fronte al Parlamento Europeo di Strasburgo in cui il numero uno della BCE ha presentato il report sull’andamento dell’economia dell’Eurozona relativo all’anno 2016.

In questi ultimi mesi (se non anni) la Banca Centrale Europea è andata avanti per la sua strada senza cedere alle pressioni esterne (come per esempio quelle della Germania, ne abbiamo parlato in questo post) che volevano un allentamento degli stimoli monetari già da tempo. Mario Draghi durante le conferenze stampa che ha tenuto è stato spesso incalzato su questo tema ed ha sempre ribadito un concetto che è stato molto familiare in questi ultimi anni alla FED ed a Janet Yellen: servono calma e pazienza.

Lunedì in occasione della presentazione del report sull’andamento dell’economia nell’Eurozona nel 2016 di fronte al Parlamento Europeo Mario Draghi ha ancora una volta avuto l’occasione di parlare della politica monetaria della BCE dal momento che i presenti hanno concentrato le proprie domande più sulle mosse future della Banca Centrale Europea che sui risultati del 2016.

In risposta Draghi ha ammesso che “l’Europa si trova sulla giusta strada” con riferimento all’inflazione che si sta avvicinando verso il target dichiarato del 2%, “ma è ancora troppo presto per poter cantare vittoria”. Il futuro della politica monetaria della BCE dipenderà interamente dai dati che arriveranno nei prossimi mesi ed ogni decisione verrà presa con la massima prudenza.

Ancora una volta dunque l’istituto centrale europeo andrà avanti per la sua strada, quella della prudenza, e visti i risultati ottenuti dalla sua corrispondente americana (la FED) sembra una decisione dettata assolutamente dal buon senso. Chi voleva delle indicazioni più precise circa l’allentamento degli stimoli monetari è rimasto ancora una volta deluso.

Un altro aspetto molto importante riportato da Mario Draghi e che fa riferimento anche alle discussioni avute con la Germania che abbiamo citato sopra è quello relativo alla crescita comune di tutta l’area Euro: le decisioni sono sempre state prese tenendo presenti le necessità di tutti i paesi del blocco, senza favorirne uno piuttosto che l’altro. A tal proposito Draghi ha anche detto che la Bundesbank, la banca centrale tedesca, ha ritirato le sue “accuse” pubblicamente annunciate nei mesi scorsi.

Insomma, nulla che non abbiamo già sentito nel recente passato. Sarebbe stato inutile aspettarsi qualcosa di diverso: la politica monetaria della BCE sta funzionando, la ripresa dalla crisi è evidente e rischiare di buttare anni di lavoro per delle decisioni avventate non è proprio nei programmi di Mario Draghi.

Buon Trading a tutti


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