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È un po’ di tempo che abbiamo iniziato a parlare di Sprad Trading e l’interesse attorno a questa disciplina è tantissimo.

Abbiamo spiegato a grandi linee cosa è (Clicca qui per leggere l’articolo) ed abbiamo visto alcune operazioni profittevoli fatte su diverse commodities, le ultime sulla soia e sul grano.

Oggi vorrei prendere spunto dal report pubblicato da Moore sui dati dei trades relativi all’anno 2014: le operazioni a cui si fa riferimento sono quelle proposte per le varie categorie studiate (non sono solo spread ma anche trades stagionali sui singoli contratti) ipotizzando ingresso e uscita alle date statistiche ottimizzate indicate da loro.

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Le percentuali di trades vincenti per quanto riguarda gli spread stagionali variano da un minimo del 25% ad un massimo del 75%, ma la cosa che mi ha stupito più di tutti è che le granaglie, universalmente riconosciute come le commodities più tranquille e lo strumento su cui operiamo principalmente, hanno una percentuale di vincita del 41%. Il P/L, utilizzando il money management proposto da Moore, è negativo.

Questo mi permette di mettere in evidenza un aspetto fondamentale nello spread trading: mai entrare in posizione solo perché inizia la stagionalità. Alle condizioni fondamentali bisogna sempre aggiungere l’analisi tecnica altrimenti rischiamo di prendere delle batoste clamorose.

Alla luce di ciò possiamo capire come sia necessario scegliere, tra gli spread proposti, solo i migliori. E per migliori intendiamo quelli che hanno tutti i presupposti per rispettare la stagionalità e farci portare a casa un ottimo profitto.

Fermo restando che le regole che seguiamo sono soggette ad una certa elasticità, le cose importanti da valutare sono diverse.

Alla base di tutto c’è l’assunto per cui se le condizioni fondamentali sono le stesse, lo spread con molta probabilità si comporterà come gli anni passati. Il confronto con gli anni passati assume quindi un’importanza grandissima. Il mercato delle commodities, molto più di altri mercati, è governato da interessi commerciali che regolano la domanda e l’offerta: se non ci sono situazioni che alterano queste condizioni possiamo aspettarci un comportamento in linea con gli anni passati.

Questo processo di filtraggio, basato su precise regole, ci porta spesso a scartare la maggior parte degli spread proposti da Moore per quel mese: capita spesso che i sottostanti da seguire siano uno o due, a volte anche nessuno. Ma rivedendo il report è sicuramente meglio niente che andare alla cieca e perdere soldi.

Una volta selezionati gli spread è importante vedere se ci sono delle situazioni che possono modificare le condizioni che abbiamo citato: potrebbe essere un report (per esempio il WASDE – World Agricultural Supply and Demand Estimates – per le granaglie e le carni, rilasciato mensilmente dal USDA, oppure uno dei report dell’ Energy Information Administration (EIA), il principale ente statunitense per il comparto degli energetici). Come per le notizie importanti sugli altri mercati, l’uscita di uno di questi report può muovere sensibilmente il mercato nella direzione opposta alla nostra.

Altro aspetto fondamentale è il clima, che può agire su più fronti: può influenzare i raccolti delle granaglie e può, in presenza di condizioni eccezionali come un’ondata di freddo, influenzare la domanda di combustibili da riscaldamento facendo schizzare il prezzo alle stelle.

Per quanto riguarda gli energetici c’è da tener presente che i paesi produttori di petrolio sono spesso soggetti a tensioni internazionali che possono modificare l’andamento del mercato.

Nota personale: amo il mercato delle commodities proprio perché mi da l’idea di dover stare al passo con il mondo, sotto molti punti di vista. Per questo lo preferisco ai mercati azionari ed a quelli valutari.

Bene, questo è il primo passo della nostra analisi prima dell’entrata in posizione: una volta selezionati gli spread da seguire, li monitoriamo in attesa di un segnale tecnico, passaggio a cui dedicheremo un articolo nei prossimi giorni.

Buon profitto a tutti.

Luca


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